Elcito, manca l’accordo tra i residenti:
nominato un commissario

SAN SEVERINO - L'avvocato Gianfranco Borgani è stato scelto dall'Unione montana per redigere il nuovo statuto del piccolo borgo, definito il Tibet delle Marche, che è diventato dominio collettivo in base alla riforma del 2017

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Elcito

Elcito, il Tibet delle Marche

di Monia Orazi

L’avvocato maceratese Franco Borgani è stato nominato commissario ad acta per redigere il nuovo statuto della comunanza agraria di Elcito, pittoresca frazione di San Severino sospesa tra cielo e terra. A deciderlo la dirigente dell’Unione Montana, ingegnere Iole Folchi Vici, che con una determina ha conferito l’incarico all’avvocato per adeguare lo statuto dell’ente, che ormai ha cambiato la denominazione in dominio collettivo, dopo la riforma della legge del 2017. Manca infatti l’accordo tra i partecipanti all’assemblea dei soci della comunanza, per la preparazione del nuovo statuto, per questo è stato nominato un commissario esterno, l’avvocato Borgani, mentre l’attuale direttivo resta pienamente in attività per le altre incombenze.

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L’avvocato Gianfranco Borgani

L’Unione montana è infatti l’ente di controllo delle comunanze agrarie, ora domini collettivi, enti risalenti al Medioevo, tradizionali dell’Appennino centrale, che si occupano di gestire i beni collettivi agro-silvo-pastorali su cui sono in vigore gli usi civici, quindi pascoli e boschi in prevalenza. Anche la comunanza agraria di Elcito risale ai primi secoli del Medioevo e ha gestito per secoli boschi e pascoli pubblici della zona intorno alla suggestiva frazione settempedana, definita il Tibet delle Marche che negli ultimi anni conosce una crescente popolarità e di conseguenza l’aumento del flusso turistico. Nel 2022 l’amministrazione comunale aveva predisposto un piano particolareggiato che prevedeva alcune modifiche di destinazione d’uso al centro abitato, tra cui la previsione che la zona che gli elcitesi chiamano la spiaggetta fosse destinata a parcheggio. Negli anni però il paese si è spopolato e conta solamente tre residenti, troppo pochi per far sopravvivere la comunanza agraria.

elcito-documentario-2022-20-325x183Per consentire la sopravvivenza di questo antico organismo di autogoverno collettivo dei beni naturali, si era deciso nel 2019 di modificare lo statuto, introducendo l’articolo 30 bis che prevedeva l’ingresso nel consiglio di amministrazione e nell’assemblea dei soci di coloro che sono proprietari di abitazione ad Elcito da almeno 10 anni ma non residenti. Così sono entrati a far parte della comunanza agraria 15 nuovi componenti, in gran parte nati e cresciuti a Elcito, ma residenti altrove. Una modifica allo statuto voluta per continuare la vita della comunanza agraria, che era stata votata e approvata ma poi sono sorti dei disaccordi e al momento di approvare il nuovo statuto non si è ottenuto la maggioranza dei voti per renderlo valido. Da qui l’opera di mediazione dell’Unione montana che ha tentato di trovare un accordo senza riuscirci. Per questa ragione, dato che è necessario modificare lo statuto in base alle nuove norme sul dominio collettivo, è stato conferito l’incarico all’avvocato Franco Borgani. Il legale maceratese dovrà riscrivere lo statuto ai sensi della legge sui domini collettivi del 2017, con l’ente ormai trasformato in un organismo di diritto privato che ha potestà statutaria e gestionaria. L’attuale consiglio di amministrazione precisa che la gestione della comunanza agraria non ha potere di cambiare la destinazione d’uso di edifici e terreni, ma vuole essere solamente orientata alla gestione dei beni collettivi secondo gli usi civici.

Il nuovo statuto della comunanza agraria, ora dominio collettivo, è necessario per proiettare l’ente verso il futuro e permettergli di continuare a gestire, come avvenuto nei secoli precedenti, i pascoli e i boschi, garantendo all’ambiente circostante il piccolo borgo, quel fascino selvaggio che ha reso Elcito unica nel panorama marchigiano, tanto da essere scelta dalla Regione Marche come immagine della nuova campagna promozionale con l’atleta Gimbo Tamberi.



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