«Non ho violentata quella ragazza, l’ho solo aiutata a rialzarsi dopo che era caduta». Questa la versione del cuoco 36enne peruviano arrestato per violenza sessuale a Macerata. Stamattina per l’uomo, difeso dall’avvocato Lucia Pettinari, si è tenuto l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Giovanni Manzoni.
I fatti risalgono al 3 luglio scorso. Una 24enne, studentessa di Unimc, ha denunciato che mentre stava camminando lungo viale Carradori per andare a prendere la macchina, è stata avvicinata dall’uomo, che prima l’avrebbe afferrata alle spalle, poi le avrebbe infilato le mani nei pantaloni fino a toccarle le parti intime. A quel punto la ragazza si sarebbe buttata a terra e avrebbe iniziato ad urlare e a chiedere aiuto. E l’uomo sarebbe scappato. Il 36enne è stato identificato e arrestato poco dopo dalla Squadra mobile. E per lui sono scattati i domiciliari con braccialetto elettronico.
Stamattina al giudice il 36enne ha dato la sua versione. Ha raccontato che quel pomeriggio stava correndo lungo viale Carradori per andare a prendere il bus, quando avrebbe urtato la ragazza che era sul marciapiede, facendola cadere. A quel punto l’avrebbe presa per i fianchi per aiutarla a rialzarsi, ma lei si sarebbe messa a urlare e lui sarebbe scappato. La difesa ha chiesto in prima battuta che al 36enne venga concesso il permesso di andare al lavoro (lavora come cuoco stagionale a Rimini). Il giudice si è riservato la decisione.
(redazione CM)
Afferra una studentessa alle spalle e le infila le mani nei pantaloni: arrestato un cuoco 36enne
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