Sassi dal cavalcavia,
la tragedia di Maria Letizia Berdini
«Per noi familiari come un ergastolo»

CIVITANOVA - Su Raiplay l'approfondimento di "Ossi di seppia" dedicato alla memoria della civitanovese uccisa a 31 anni nel 1996 dal lancio di un masso dal cavalcavia di Tortona. Si era sposata sei mesi prima e stava andando a festeggiare il Capodanno in Francia. I tre fratelli condannati, dal 2009 sono liberi. Maria Grazia, sorella della vittima: «A noi, però, la pena non la sconta nessuno»
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Maria Grazia Berdini, sorella di Maria Letizia

di Laura Boccanera

La tragedia di Maria Letizia Berdini arriva su Raiplay. Nell’anniversario del 15 gennaio (data dell’arresto della banda del cavalcavia), a 27 anni di distanza, la Rai ripropone all’interno del palinsesto della piattaforma la puntata di Ossi di seppia dedicata alla memoria della civitanovese uccisa il 26 dicembre del 1996 da un sasso lanciato dal cavalcavia della Cavallosa, vicino a Tortona.

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Maria Letizia Berdini, morta per un sasso lanciato dal cavalcavia a Tortona mentre andava a Parigi con il marito

Il documentario della durata di 26 minuti racconta la vicenda attraverso alcuni filmati dell’epoca e con la testimonianza oggi di una delle sorelle di Maria Letizia, Maria Grazia Berdini. Nel corso del documentario anche l’intervista al padre di Maria Letizia, l’indimenticato Vincenzo Berdini e ripercorre anche la vicenda giudiziaria. Maria Letizia fu centrata in pieno dal sasso lanciato dalla banda dei cavalcavia composta dai tre fratelli Furlan, Alessandro, Paolo e Franco e dal cugino Paolo Bertocco, mentre viaggiava col marito verso la Francia per trascorrere il Capodanno assieme ad alcuni amici. Si erano sposati appena sei mesi prima, in estate. Maria Letizia aveva 31 anni.

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Vincenzo Berdini in un’intervista dell’epoca

Nel documentario si risente anche la sua voce che canta al matrimonio una dedica al marito. Il documentario, prodotto da 42°Parallelo rappresenta la quindicesima puntata di “Ossi di Seppia, quello che ricordiamo”, e da ieri è disponibile su RaiPlay. Maria Grazia Berdini, ripresa a Civitanova (si vedono scorci del molo e della città) ripercorre quel delitto assurdo che, per emulazione, ha scatenato poi, altri analoghi gesti di follia. «Vi lascio immaginare un sasso di tre chili e mezzo, che viene scagliato dall’altezza del cavalcavia e che impatta sulla macchina che va veloce in autostrada, cosa può aver provocato alla calotta cranica di mia sorella – racconta – ho sempre quell’immagine di Letizia, gli occhi non c’erano più». Un delitto assurdo compiuto «per scacciare la noia, non sapendo come trascorrere una serata d’inverno, durante il periodo natalizio» dice il pm durante il processo, che dopo tre anni, si concluderà con la condanna a ventisette anni e sei mesi per i tre fratelli Franco, Paolo e Alessandro Furlan e per il cugino, Paolo Bertocco. Nessuno di loro, però, ha scontato interamente la pena: tra rito abbreviato, indulto e buona condotta, i giovani che all’epoca dei fatti avevano tutti fra i 18 e i 24 anni, dopo 11 anni di reclusione, dal 2009, sono nuovamente liberi. «A noi, però, la pena non la sconta nessuno. Noi familiari, siamo quelli che hanno l’ergastolo per tutta la vita».

 

 

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Maria Rosa Berdini in un’intervista dell’epoca



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