«Hotel House nel degrado e senza soldi,
colpa di chi non paga il condominio
L’amministratrice convochi l’assemblea»

PORTO RECANATI - Il Comitato sicurezza HH, rappresentato da Luca Davide lamenta una serie di problemi al mega condominio

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Luca Davide

 

I nodi dell’Hotel House di Porto Recanati, «degrado e sporcizia la fanno da padrone da troppo tempo. Il motivo? Mancano i soldi, colpa di chi non paga il condominio. Abbiamo chiesto le dimissioni dell’amministratrice, non ci ha risposto, allora convochi l’assemblea come avrebbe dovuto fare dalla fine del 2021 dato che il suo mandato era in scadenza». A dirlo è il Comitato sicurezza HH rappresentato dall’ex portiere del mega condominio, Luca Davide.

«All’Hotel House è di nuovo emergenza. Il degrado e la sporcizia la stanno facendo da padrone da ormai troppo tempo – dice il Comitato in una nota -. Le persone per bene che ci abitano con documenti in regola ed esercitano normale e lecita attività lavorativa si ribellano all’immagine che viene data della propria comunità. In verità i mali dell’Hotel House (igiene e sicurezza) derivano dalla mancanza di denari per pagare pulizie e servizi di sicurezza ma, ancor più, dalla legittimazione che i vari amministratori danno a chi non paga il condominio. Infatti chi non paga non viene perseguito ed anche l’ultimo amministratore nei due anni di mandato si è dimostrato inefficiente sotto tale profilo. Solo ora che il suo mandato è scaduto da oltre due mesi, le persone per bene dell’Hotel House hanno saputo che l’attività di recupero credito è stata di fatto inesistente. La reazione dell’amministratore – nominato dal giudice – è stata quella di evitare di convocare l’assemblea, come avrebbe dovuto fare sin dalla fine del 2021 a causa della scadenza del suo mandato». Il Comitato su questo punto aggiunge che «per legge l’amministratore deve convocare l’assemblea alla scadenza del suo mandato e rendere il conto permettendo ai condomini di cambiare amministratore. Se non provvede – con ciò impedendo ai condomini di cambiare amministratore – questi ultimi possono provvedere autonomamente». Il Comitato aggiunge che «In realtà sono state chieste perfino le dimissioni dell’amministratrice», questo dopo aver appreso dell’indagine dei carabinieri Forestali e della denuncia dell’amministratrice e di un’altra precedente per inquinamento ambientale e deturpamento di acque pubbliche. La vicenda riguarda le acque reflue del palazzo multietnico che secondo i carabinieri non venivano correttamente convogliate nella linea fognaria delle “acque nere”, ma finivano direttamente nella linea fognaria delle acque bianche meteoriche che si immette nel Fosso della Vena e di seguito nel laghetto Volpini.

«Da notare che i condomini erano sicuri che le fogne fossero state completate perché l’amministratrice si era obbligata a farlo persino con dichiarazione resa in assemblea – dice il Comitato nella nota -. Dimissioni sono state chieste da giorni e nessun riscontro è pervenuto. Appare opportuno anche sottolineare che il disagio economico e sociale derivante dal mancato incasso dei ratei di condominio non deriva solo dall’inadempimento dell’amministratrice ma anche dalla speculazione di altri italiani che non risiedono all’Hotel House ma che, facendo parte dello stesso gruppo famigliare, in più persone hanno acquistato decine di appartamenti che vengono affittati mediante contratti in cui all’affittuario viene chiarito che i ratei condominiali saranno pagati dalla proprietà. In tale stato di cose i condomini si astengono dal pagare i ratei e la proprietà non provvede». Il comitato dice «basta ai mancati pagamenti dei ratei di condominio. Se è vero che l’inciviltà di chi sporca e lascia l’immondizia sui pianerottoli è massima, è anche vero che l’assenza di ascensori, di una impresa di pulizie e di un sistema di controllo ed intervento favoriscono questi comportamenti. Anzi, a ben vedere, chi specula economicamente negli affitti non versando gli oneri condominiali o chi non agisce recuperando i denari necessari per la gestione dell’Hotel House dovrebbe ritenersi responsabile di tale scempio in egual misura di chi tale scempio attua». In conclusione: «Considerato che l’amministratrice di condominio non ha accolto l’invito a dimettersi, oggi stesso verrà trasmessa la raccomandata con la quale il comitato la diffida a convocare l’assemblea».

 

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