Riccucci profeta in patria,
gli “Istinti” conquistano Sarnano
LA MOSTRA dell'artista al loggiato di via Roma ha attirato l'attenzione del pubblico: «Oltre settecento ingressi, è stato realmente al di là delle più rosee attese»
«Il periodo favorevole per la presenza di turisti a Sarnano e l’attenzione curiosa mostrata dai miei concittadini hanno contributo in maniera determinante al successo, però aver contato oltre settecento ingressi è stato realmente al di là delle più rosee attese». E’ l’artista Riccardo Riccucci a tirare il bilancio della sua personale di pittura “Istinti”, che si è tenuta dall’8 al 21 agosto al Loggiato di via Roma a Sarnano.
«Abbiamo fatto il cosiddetto “pienone” in questi 14 intensi giorni di mostra – sottolinea -. Parliamoci chiaro, capita spesso che il fruitore occasionale di mostre di pittura, entri all’interno dello spazio espositivo semplicemente per “dare un’occhiata”, magari per trascorrere dieci minuti in un ambiente riparato dal sole o in attesa dell’inizio di un qualche evento successivo. Beh, in questo caso non è stato così: ho visto realmente un mix di interesse e di stupore per le opere che ho proposto (ben 34 quadri, ndr), soprattutto da parte di chi mi conosceva e non mi aveva mai visto in veste di artista. Avrò risposto personalmente a mille domande in questi giorni».
Entriamo un po’ più dettagliatamente nella tua arte: quali particolarità ha o meglio, per quale motivo le tue opere dovrebbero destare più interesse di altre?
«Secondo me va fatta una distinzione fondamentale tra due figure: il fruitore occasionale ed il collezionista. Al di là del piacere stesso di visitare una mostra di pittura, il fine ultimo di chi partecipa ad un evento del genere è quello di acquistare un’opera per tanti diversi motivi, che vanno dal dotarsi di un complemento di arredo di qualità, al vivere grazie all’opera stessa delle sensazioni intense e peculiari, allo scommettere sulle potenzialità di un artista perché no, per un investimento a lungo termine. Ecco, io, con la mia arte, cerco di dare un feedback positivo a tutte queste aspettative. La tecnica che utilizzo è già di per sé molto innovativa: l’utilizzo della resina epossidica attualmente è per lo più confinato al settore edilizio, all’arredamento o alla scultura, mentre in pittura è piuttosto limitato. Posso assicurare che l’effetto visivo di un mio quadro in un ambiente consono, risulta di un’intensità molto forte: la vividezza dei colori, la matericità spinta, la tridimensionalità dominante, la “presenza scenica” dell’opera sono catalizzatori dello sguardo per chiunque entri in quella stanza. In più, il fatto che le mie opere sono interamente fatte a mano e non derivano da immagini reali già esistenti, nascendo esclusivamente dalla mia immaginazione, conferisce al quadro anche una sorta di unicità non replicabile, né da me né da altri. Poi, io amo dare anche un qualcosa di più a chi desidera un mio quadro: dono una sorta di esclusività anche in relazione a me stesso. Mi spiego: quando creo un quadro, ad esempio uno dei miei preferiti, “Figli del Mare” (anno 2020), interamente realizzato con alghe di mare, al 100% non ne creerò mai più uno simile, ovvero non creerò più un’opera dove l’alga di mare resinata rappresenta l’elemento portante dell’opera. Questo garantisce chi lo acquista, assicurandolo di non vedere in futuro riproposta un’opera molto simile a quella propria. Secondo me questa è la correttezza maggiore che posso concedere».
Quindi, ora, quali progetti futuri?
«Qui mi riallaccio alla risposta precedente. Io credo che l’affrontare gli impegni assunti con una certa serietà organica sia fondamentale per un artista emergente. È chiaro che se io dipingessi per semplice diletto, in maniera non organizzata e a tempo perso, tutto ciò che riuscirei a generare assumerebbe un valore relativo, riconducibile essenzialmente all’ambito del piacere estetico. Se io invece, come intendo fare, strutturassi in maniera più convinta e sempre più professionale la mia esperienza, diventerebbe naturale l’assunzione da parte delle mie opere di tutta un’altra qualità ed esse crescerebbero in valore di pari passo con il progresso del mio curriculum e delle validazioni ottenute. Proprio per questo, a novembre ho già in cantiere la partecipazione ad un evento molto importante a livello nazionale: il “Contemporary art talent show” presso il centro fiere di Padova. È una rassegna di arte contemporanea alla quale sono invitate tutte le più importanti gallerie a livello nazionale ed internazionale, nonché una serie di artisti indipendenti, che esporranno le loro opere dal 12 al 15 novembre 2021. So che è un grosso salto in avanti per me, però allo stesso tempo sono consapevole che è un primo passo obbligatorio per uscire dalle calde braccia dell’ambiente territoriale e farsi conoscere anche a livello nazionale. Speriamo bene».



