Fallimento società che gestiva il Babaloo,
assolto Emanuele Ascani
accusato d’aver distratto 600mila euro

PORTO RECANATI - Il Tribunale di Macerata ha inoltre derubricato l'accusa di bancarotta fraudolenta documentale in bancarotta semplice e per questo reato condannato l'imputato a sei mesi

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Emanuele Ascani

 

Sotto accusa per bancarotta in seguito al fallimento della Bla srl, società che gestiva la discoteca Babaloo di Porto Recanati, assolto dalla contestazione di aver distratto 600mila euro Emanuele Ascani. Il tribunale di Macerata ha poi derubricato la bancarotta fraudolenta documentale in bancarotta semplice e per questa accusa Ascani è stato condannato oggi a sei mesi. Il processo traeva origine dal fallimento della società Bla srl, che all’epoca dei fatti contestati (2012 e 2013) gestiva la discoteca Babaloo. Emanuele Ascani era imputato in qualità di amministratore della società fallita. Secondo l’accusa avrebbe distratto dal fallimento 600mila euro circa, soldi che quindi sarebbero stati tolti ai creditori. Nel corso del processo l’avvocato Massimiliano Cofanelli, dello studio del legale Gabriele Cofanelli, ha contestato l’esistenza dei 600mila euro, per l’inattendibilità delle scritture contabili e come poi rilevato dal curatore fallimentare. Oggi il pm ha chiesto la condanna a 3 anni per Ascani, ritenendo vi sia stata la distrazione dei 600mila euro.

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L’avvocato Massimiliano Cofanelli

La difesa dell’imputato ha contestato le accuse anche in base a pronunce recenti della Corte di cassazione che escludono la distrazione in caso di inattendibilità delle scritture contabili e non godendo queste di una presunzione di veridicità. Il Tribunale ha accolto la tesi della difesa e assolto Ascani dall’accusa di bancarotta fraudolenta «perché il fatto non sussiste» e dalla esposizione di valori di cassa negativi «per non aver commesso il fatto». E’ stata derubricata la bancarotta fraudolenta documentale in bancarotta semplice e per questa contestazione Ascani è stato condannato a 6 mesi. «All’esito del procedimento – dice la difesa – è emerso come Ascani non si sia appropriato di alcuna somma e come abbia in realtà agito sempre con l’intento di salvaguardare il Babaloo».



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