[slideshow_deploy id=’1112969′]
di Alessandra Pierini
E’ l’altra faccia della Nigeria quella che ha portato la sua testimonianza sul palco del pellegrinaggio Macerata-Loreto, in uno stadio Helvia Recina gremito prima della partenza. A rappresentare gli immigrati tutti sono Uwa e Frank, quindici anni, sbarcati in Sicilia due anni fa. Ora vivono a Termoli Imerese e sono stati accolti in una casa famiglia. La loro storia è la risposta del pellegrinaggio ai “fatti di Macerata” che sono stati ricordati nel suo consueto saluto anche dal sindaco di Macerata Romano Carancini: «Quest’anno vi aspettavamo più che mai – ha detto ai pellegrini – perchè ci aiuterete a mettere un mattone per la pace».
«Il cammino di questa notte sarà niente rispetto a due mesi che abbiamo impiegato per arrivare dalla Nigeria, attraverso la Libia e poi in Italia». Uwa e Frank si sono conosciuti su un barcone e da allora sono come fratelli.«Sono arrivato dalla Nigeria il 30 giugno 2016. Lì avevo due fratelli e due sorelle, un padre e una madre, adesso non so». Poi ha raccontato le violenze sulla sua famiglia, la fuga e poi il viaggio in barca, lo stesso che ha raccontato a papa Francesco che si è molto emozionato: «Ancora una volta mi sono sentito amato, anzi un essere unico e speciale ai suoi occhi. Ho capito che noi sempre cerchiamo amore. Noi qui siamo soli e rimarremo sempre bambini, anche se abbiamo dovuto crescere in fretta. Nella vita si cerca sempre l’amore e noi abbiamo trovato quello di Gesù e te ne accorgi perchè la vita è più bella e felice».
Difficilissima anche la vita di Frank che ha perso i genitori da piccolo e poi anche lo zio. Poi il viaggio nel barcone, la paura e l’arrivo in Italia: «La barca si muoveva , io ho solo chiuso gli occhi e sono riuscito solo a pregare fino a quando ho sentito urlare che era arrivata la barca della salvezza. Oggi riesco a vedere il mio futuro, non ho più paura del domani. Io e Uwa non siamo separati, viviamo insieme e ci hanno accolto. Per questo io ora piango, perchè non ho madre, né padre, né fratelli ma non sono più solo».
(foto Fabio Falcioni)
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati
E gli scafisti dei barconi chi li ha pagati?
Se volessi andare in Niger come profugo, e vendendo tutto quello che ho ( dei cd di musica classica, un stereo e una vecchia macchina da cucire Singer ) potrei tirar su se trovassi gli acquirenti a anche un tre/quattrocento euro. Ci arrivo in Niger? I profughi che vengono in Italia e pagano belle cifre per venirci, considerando che molti non hanno neanche cd, uno stereo e una vecchia Singer, dove trovano i soldi. Quando penso a questo, mi vengono in mente Rapanelli e Soros di cui spesso fa il nome. Se pensassi che o sia Soros o addirittura lo stato da cui arrivano a foraggiare, di quanto potrei sbagliarmi? Vivono in certe zone con cinque dieci euro al mese e poi si trovano con migliaia di euro per il viaggio. Mah!?!
https://www.youtube.com/watch?v=BtNj1EaxiW4