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Cna, inaugurato sportello sisma:
«Segno di vicinanza al territorio»

CAMERINO - Sarà aperto ogni mercoledì dalle 10 alle 17 nella sede di Torre del Parco. Gli obiettivi sono di aiutare cittadini e imprese: dare i chiarimenti sulle normative, mettere a disposizione convenzioni per aggregare le piccole aziende e permettere loro di prendere parte alla ricostruzione, ottenere certificazioni
venerdì 8 giugno 2018 - Ore 21:23 - caricamento letture
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Da sinistra Franco Capponi, Giorgio Ligliani, Alessandro Gentilucci, Michela Rossi

 

di Monia Orazi

Sarà aperto ogni mercoledì dalle 10 alle 17 lo sportello «Sos sisma» della Cna, nella sede di Torre del Parco a Camerino. E’ stato inaugurato oggi pomeriggio, alla presenza del presidente territoriale di Macerata Giorgio Ligliani, del direttore Luciano Ramadori, di Michela Rossi della Cna territoriale Macerata, di altri componenti dell’associazione. La prossima settimana, mercoledì 13 giugno, vi si riunirà la presidenza regionale del settore edile e costruzioni della Cna, aperta alla partecipazione degli imprenditori edili del territorio. Al tavolo dei relatori per la presentazione oltre a Ligliani e Rossi, che hanno sottolineato gli obiettivi del progetto, anche due sindaci, Franco Capponi di Treia in qualità di delegato Anci e Alessandro Gentilucci di Pieve Torina in qualità di presidente dell’Unione Montana. «Questo sportello vuole essere un segno di vicinanza al territorio ed alle imprese, ma anche ai cittadini – hanno detto Ligliani e Rossi – tra gli obiettivi quello di dare a tutti chiarimenti sulla normativa del sisma, mettere a disposizioni convenzioni per aggregare le piccole imprese e permettere loro di prendere parte alla ricostruzione o di ottenere le certificazioni necessarie, disporre di opportuni servizi finanziari, seguire le problematiche rispetto ad utenze, tributi, tasse e busta paga pesante, fornire assistenza legale e sostegno psicologico». Capponi ha presentato una proposta molto articolata, per rivedere le norme sulla ricostruzione, in sede di decreto legge, la cui discussione parlamentare sulla conversione partirà la prossima settimana.

«Chiediamo con forza una ricostruzione regionalizzata, che il governo ed il parlamento ascoltino le autonomie locali, i tempi per cambiare una legge sono di quattro, cinque mesi con questo modello di bicameralismo – ha detto Capponi – vogliamo che sia modificata l’organizzazione della ricostruzione tra ufficio speciale ricostruzione e Comuni, per sgravare il primo e fornendo ai secondi il personale adeguato, tornando al modello del 1997». La proposta contiene emendamenti per superare il problema degli abusi edilizia che blocca le pratiche all’ufficio ricostruzione e parte dalla proposta base che sia sanabile al massimo il 20 per cento dell’aumento di volume, come previsto dal piano casa. Tra le altre richieste: proroga dell’emergenza, il non trasferimento delle Sae e delle strutture di emergenza per delocalizzare Comuni, scuole ed enti pubblici ai Comuni, potenziamento dell’ufficio del territorio, ammissibilità del sisma bonus per ottenere l’adeguamento sismico di edifici con danno lieve, la revisione della soglia di certificazione per la Soa, per permettere alle imprese locali di lavorare alla ricostruzione, includere nei finanziamenti le seconde che nel 1997 furono escluse dalla ricostruzione, ed altri aspetti. «Le proroghe anno per anno rendono ingestibile il bilancio, sarebbe importante lo sgravo dei mutui, per liberare risorse per l’emergenza», ha concluso Capponi, che ha detto di aver inviato il documento ai parlamentari. Hanno poi parlato i rappresentanti del consorzio Novarest e Fidimpresa. «Quella della Cna è un’importante scommessa in questo territorio – ha detto l’onorevole Tullio Patassini – i gruppi parlamentari stanno lavorando agli emendamenti al decreto legge, il presidente Conte sta accelerando su questi temi, vedremo cosa succederà in sede di conversione del decreto legge». Ha aggiunto l’onorevole Mirella Emiliozzi: «Il lavoro sul sisma dei gruppi parlamentari non si è mai fermato, bisogna puntare sul dare impulso turistico ed alle imprese di questi territori, in modo da raggiungere l’obiettivo di una rinascita più veloce possibile per queste terre». E’ poi intervenuto il senatore Giuliano Pazzaglini: «Il quadro fatto da Capponi non è completo, manca ad esempio il problema del responsabile unico di procedimento, riavere le seconde case dopo dieci, quindici anni non serve. Il decreto attuale contiene soltanto le scadenze fiscali, ora c’è solo la commissione speciale, il tutto dovrà essere riacquisito dalla commissione parlamentare competente, manca il tempo per inserire tutto. Ho proposto di inserire le tre, quattro cose principali e di affrontare poi tutto il resto, non sono in grado di dire cosa sarà accolto, ma serve tutto».

«Non avremo nessuna indulgenza nei confronti di atteggiamenti di carattere propagandistico – ha detto l’onorevole Mario Morgoni -. Va superata la frammentazione amministrativa e tra imprese, il decreto Gentiloni non poteva contenere elementi estranei, rispetto a quelli legati strettamente all’urgenza. Ci sono ragioni forti per sostenere le richieste, oltre alla ricostruzione occorre pensare a quale modello di sviluppo servirà a questi territori, è molto importante il patto per lo sviluppo presentato all’Istao». Il presidente dell’Unione montana Alessandro Gentilucci ha aggiunto: «Come al pronto soccorso vi sono diversi livelli di gravità, tra il codice rosso, giallo e verde, il nostro è un territorio che all’interno del cratere, che presenta differenze tra le diverse zone, è in codice rosso. Voglio lanciare il tema della tutela di tutta la filiera economica delle nostre piccole imprese, vanno tutelate tutte, dalla prima all’ultima, questo è l’unico modo per attrarre una parte del 10 per cento degli utili, per le nostre imprese, trasformando questa disgrazia, in un volano di crescita». Sono intervenuti per Unicam il prorettore Andrea Spaterna ed altri sindaci del territorio.

Il senatore Pazzaglini

L’onorevole Morgoni

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