Spazio pubblicitario elettorale

Gli animali sono cresciuti
e ora fanno pure politica

LA DOMENICA DEL VILLAGGIO - Prima o poi uno di loro diventerà capo del governo e noi l’applaudiremo nelle piazze

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di Giancarlo Liuti

Quest’anno Michela Vittoria Brambilla, deputata di Forza Italia, ministro del turismo nel quarto governo Berlusconi e presidente della Lega italiana in difesa degli animali, ha fondato il “Movimento animalista”, qualcosa di simile a un “partito” dal quale si può dedurre che per la prima volta in Italia alcune specie animali – cani e gatti, ad esempio – siano da considerare “soggetti politici”. La qual cosa non è poi tanto strana, visto che i nostri “soggetti politici” – senatori, deputati, leader di partito – si comportano spesso da “animali”. Sto scherzando? Forse. Ma l’iniziativa della Brambilla è seria e va presa seriamente. Infatti si tratta di una condivisibile manifestazione di stima e di affetto nei confronti di esseri viventi – gli animali – che meriterebbero una maggior considerazione da parte nostra, se non altro perché – e non capita di rado – essi ci salvano la vita. Sia lode alla Brambilla, insomma, che aprendogli le porte della politica ha dato loro l’occasione di compiere un bel salto nella scala dei valori sociali.
“Non sono d’accordo!”, mi ha detto uno dei soliti brontoloni cui non va mai bene niente: “Gli animali in politica? Assurdo! E poi peggio per loro! Ma lo sanno com’è ridotta la politica italiana in questo suo andirivieni di emigrazioni e immigrazioni da un partito a un altro in cerca di poltrone sempre più comode e generose di denaro ? Lo sanno, gli animali, che le vie della politica italiana sono ormai diventate talmente numerose e confuse – estrema destra, destra, centrodestra, centro, centrosinistra, sinistra, estrema sinistra – da apparire come un confuso minestrone che bolle, ribolle e rischia di far solo fumo?”
“Il suo becero qualunquismo – ho risposto – distrugge ogni ideale”.
E lui: “Ma che sono gli ideali? C’erano una volta, è vero, ma oggi non ne vedo più neanche l’ombra. Adesso ci basta la salute, uno stipendio fisso e stiamo bene così”.
“Ma degli ideali abbiamo bisogno come dell’aria che respiriamo, caro signore. E per come siamo ridotti possono darceli solo gli animali. A Macerata, per esempio, prevale uno stile di vita più incline a un pigro conformismo che a un fervore di iniziative e l’ingresso degli animali nella politica sarebbe una benefica sferzata. Basti pensare all’operoso dinamismo dei cani, che quando incontrano un albero sono sveltissimi ad alzare la gamba. Un altro difetto dei maceratesi è la rassegnata passività di fronte ai cosiddetti ‘poteri forti’ economici , cattedratici o di natura religiosa, per cui la caratteristica indipendenza personale dei gatti sarebbe un toccasana”.
“Ho capito, non parlo più e vado a mettermi la museruola”.



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