Scomparse 222 imprese artigiane,
Leonori: “Credito alle grandi aziende”
ECONOMIA - Secondo i dati di Confartigianato, il settore più colpito è quello delle costruzioni

Renzo Leonori
A rischio in provincia le imprese artigiane. Escluse dal sistema creditizio che preferisce le grandi realtà, colpite dal sisma e dalla crisi, nell’anno passato il ricambio tra “morte” e “nate” non è stato sufficiente. E così se ne vanno a centinaia: nel 2016, dati Confartigianato, sono scomparse 222 imprese artigiane nella sola provincia di Macerata (619 nuove iscrizioni e 841 cessazioni), oltre mille a livello regionale. La categoria più colpita è quella delle costruzioni (meno 75), a seguire manifatturiero (meno 64), servizi alle persone (meno 54) e servizi alle imprese (meno 18). “Un controsenso – dice il presidente provinciale di Confartigianato Macerata Renzo Leonori – il credito viene erogato in crescita ma sono soprattutto le imprese di grandi dimensioni a beneficiarne, nonostante il fatto che oltre il 98 percento del nostro sistema produttivo è rappresentato da piccole imprese che sono anche di gran lunga più solvibili. Se si vogliono rilanciare gli investimenti nelle piccole imprese occorre invertire questa tendenza e tornare a finanziarle, anche e soprattutto attraverso i Confidi”. E il 2017 non si prospetta migliore. “Sicuramente molte aziende – dice Leonori – nonostante gli aiuti promessi non riusciranno a ripartire”, anche se la ricostruzione potrebbe offrire la spinta per l’intero settore: “Le nostre imprese specie quelle delle costruzioni (che sono l’asse portante del nostro artigianato, rappresentandone circa un terzo), dovrebbero trarre dalla ricostruzione opportunità enorme – conclude il presidente provinciale -. Se il settore delle costruzioni si rimette in moto, via via tutto il sistema produttivo potrà anch’esso ripartire”.