Ospedale, il comitato: “La legge sisma
usata per rafforzare altre strutture”

SAN SEVERINO - Il gruppo di difesa del Bartolomeo Eustachio chiede un consiglio comunale aperto e indice un'assemblea pubblica per monitorare i servizi. Preoccupano week surgery, lungodegenza, primo intervento, diabetologia e carenza di medici a ginecologia

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La riunione del comitato per monitorare la situzione dell’ospedale

 

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I vertici del comitato sulla destra il presidente Marchetti e i vice Massei

 

Un consiglio comunale aperto per sapere cosa l’amministrazione comunale sta facendo per i servizi sanitari dell’ospedale di San Severino ed una grande assemblea pubblica per mettere a fuoco i problemi creati dalla riforma sanitaria varata dal presidente regionale Luca Ceriscioli, un anno dopo. Si lavorerà anche ad un progetto alternativo di “controriforma” per i servizi da tenere nell’ospedale di San Severino. Sono questi gli impegni presi l’altra sera durante la riunione del comitato per la difesa e la tutela dell’ospedale di San Severino, al quale hanno preso parte anche i consiglieri comunali di minoranza Mauro Bompadre e Pietro Cruciani. Il presidente del comitato, Marco Marchetti, il segretario Mario Chirielli e il vicepresidente Marco Massei hanno denunciato la continua spoliazione di servizi a cui si assiste nella struttura di San Severino: week surgery non a pieno regime, lungodegenza non ancora trasferita, punto di primo intervento da tenere sotto controllo, disagi della diabetologia non adeguatamente considerati e carenza di medici a ginecologia.

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Una delle manifestazioni organizzate in passato dal comitato

Segnalata anche la riduzione di posti letto ad oculistica. E’ stato evidenziato il rischio di accentramento dei servizi lungo la costa, con assunzioni di personale, come ad esempio per la guardia radiologica avvenuta a Civitanova che ne aveva necessità e non nell’entroterra, che ne avrebbe egualmente bisogno. Per il comitato si sta assistendo “allo sfruttamento delle leggi speciali sul terremoto per rafforzare altre strutture, spogliando ulteriormente di servizi San Severino”. Chiesto un maggiore coinvolgimento dei sindacati. Il rischio per il comitato è che il depauperamento dei servizi contribuisca a spopolare ancora di più l’entroterra.

20160825_151111-400x225E’ stato chiesto il mantenimento dei servizi attuali a Camerino-San Severino considerato adesso unico ospedale di rete, paventato il rischio di ridimensionamento a Camerino della chirurgia (con meno posti letto per rianimazione ed Utic) e di un eventuale spostamento della week surgery da San Severino, una volta che saranno stati completati i lavori di ristrutturazione del terzo piano, dall’ospedale di Macerata. E’ stata ribadita la necessità di un’alleanza dei centri dell’entroterra e dei paesi sede di ospedali di comunità, contro la diminuzione dei servizi sanitari. Si torna sul ruolo strategico di San Severino come ospedale filtro per Macerata, dato che i punti di primo intervento dell’ospedale di rete Camerino-San Severino effettuano ogni anno circa 21 mila prestazioni, contro le 24 mila del pronto soccorso di Macerata.


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