La Commissione grandi rischi
e il difficile ritorno alla normalità

LE REAZIONI - Il documento della struttura governativa che ipotizza nuove forti scosse e allarme Vajont in Abruzzo ha gettato nello sconforto i terremotati dell'Alto Maceratese e tutto il Centro Italia. Poi il dietrofront di presidente e vicepresidente e le reazioni dei sindaci: "No allo scaricabarile". Il primo cittadino di Camerino Pasqui: "Pretendo di sapere dal governo come devo comportarmi e cosa devo fare a tutela dei miei concittadini e di tutte quelle persone che sono impegnate nelle zone più a rischio della mia città"

- caricamento letture

sfollati-di-visso-allhotel-velus-civitanova-4-400x267

Foto di gruppo degli sfollati all’hotel Velus di Civitanova

 

di Alessandra Pierini

Sulla costa ieri non è stato un giorno di festa. Nonostante fosse domenica e qualcuno abbia tentato di tirare su il morale dei terremotati dell’Alto Maceratese, ospiti di camping, residence e alberghi di Civitanova, Porto Recanati, Porto Potenza e Porto Sant’Elpidio con prodotti tipici e qualche battuta, ad abbattere l’umore ci aveva pensato la relazione della Commissione grandi rischi. Molti hanno anche pianto. La possibilità di una nuova forte scossa (previsione tra l’altro piuttosto discutibile visto che da sempre gli esperti ripetono che le scosse non sono prevedibili) messa nero su bianco da una struttura del governo che ha a disposizione un team di scienziati, vicinissima alla Protezione civile, e diffusa dalle tv nazionali ha provocato spavento in maniera esponenziale. Un conto che si facciano ipotesi, un conto che un ente pubblico dal nome già spaventoso di suo, lanci un vero e proprio allarme, corredato di dati scientifici. «Se lo dice la Commissione grandi rischi non c’è via di scampo»: è stato più o meno questo lo stato d’animo che si è diffuso a macchia d’olio in tutto il Centro Italia, in tanti già profondamente addolorati, oltre che dalle proprie vicende personali dalla terribile tragedia di Rigopiano che ha appesantito la sensazione di impotenza.
Nuove forti scosse e rischio Vajont in Abruzzo, in particolare a causa del lago di Campotosto: erano in sostanza questi gli allarmi lanciati dalla Commissione nelle quattro pagine della relazione destinata alla Protezione civile in cui invitava a tenere alta la guardia. L’allarme lanciato è rimbalzato in lungo e largo in tutta la nazione, aggravando la sensazione di profonda insicurezza in tutti gli attori sociali.

 

terremoto-domus-letiziae-frontignano-4-650x434

La Domus Laetitiae a Frontignano dopo il terremoto

 

castelli

Il sindaco di Ascoli Guido Castelli

 

Al di là delle conseguenze sul piano emotivo, non sono mancate reazioni forti, come quella del sindaco di Ascoli Guido Castelli che domani riaprirà le scuole dopo l’emergenza neve ma dichiara: «Mi assumo la responsabilità di riaprire domani le scuole perché sono nelle condizioni in cui erano prima del terremoto del 24 agosto. Alla luce dell’allarme della Commissione Grandi Rischi, ho però scritto al presidente del consiglio Paolo Gentiloni, al ministro Valeria Fedeli, a Vasco Errani e a Fabrizio Curcio chiedendo loro di dirmi se la mia decisione è amministrativamente corretta o se, in assenza dei certificati di vulnerabilità che non abbiamo per nessun edificio scolastico, come del resto praticamente in tutta Italia, devo tenerle chiuse e dichiarare finito anche l’anno scolastico».
«Scaricare sui sindaci responsabilità che è impossibile sostenere è il sintomo di un Paese malato – ha commentato  il sindaco di Fabriano Giancarlo Sagramola – ho fatto quello che posso fare: ho disposto che in tutte le scuole di ogni ordine e grado e in tutti gli uffici pubblici si effettuino prove di evacuazione ogni settimana. Non posso certo rafforzare le strutture».

Gianluca-Pasqui

Il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui

 Si unisce al coro il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui: «Lavoriamo sodo e lavoriamo ogni giorno per tornare alla normalità. Quotidianamente mi assumo la responsabilità di tutti i vigili del fuoco che stanno effettuando puntellamenti, messe in sicurezza e sopralluoghi nel centro storico, così come la responsabilità dei tecnici che verificano gli edifici inagibili e delle persone che effettuano il recupero dei beni. Va bene che i sindaci hanno le spalle grosse e sono abituati a sostenere il peso di chi gioca alla scaricabarile, ma alla luce delle affermazioni della Commissione Grandi Rischi pretendo di sapere dal governo come devo comportarmi e cosa devo fare a tutela dei miei concittadini e di tutte quelle persone che sono impegnate in questi giorni di emergenza nelle zone più a rischio della mia città».

I membri della Commissione hanno poi tentato di metterci una pezza. Il presidente Sergio Bertolucci e il vice presidente Gabriele Scarascia Mugnozza hanno tentato di chiarire che “Non c’è nessun pericolo Vajont, che tutto è sotto controllo, niente panico”.
Dichiarazioni che in questo momento storico non possono che suonare molto poco rassicuranti. Soprattutto in un Paese in cui agli allarmi e agli allerta non fanno seguito azioni concrete di prevenzione.

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X