I PRESIDENTI DEI SERVICE – Roberto Ballini (Rotary Club Tolentino), Claudio Regini (Rotary Club Recanati), Graziella Calamita (Lions Club Macerata Sferisterio) Roberto Santacchi (pres. incoming Rotary Club Camerino), Barbara Morresi (Panathlon Macerata) Gabriela Lampa (Lions Club Macerata Host) Rita Servidei (Rotary Club Macerata), Graziano Grelloni (Rotary Club Matteo Ricci), Maria Letizia Papiri (Kiwanis Club Macerata) Christine Berthold (Soroptimist Macerata), Isabella Mori (Inner Whell Macerata)
di Maria Stefania Gelsomini
A quasi duecento anni di distanza dal sodalizio dei primi “padri fondatori” che finanziarono la costruzione dello Sferisterio, realizzato fra il 1820 e il 1829 su progetto di Ireneo Aleandri, è partita ufficialmente ieri sera la chiamata a raccolta dei nuovi cento consorti del XXI secolo. E ci sono già le prime adesioni. La quota numero uno è stata versata dal sindaco in persona, Romano Carancini, seguito da Maurizio Mosca, consigliere comunale di Città Viva e storico sponsor della stagione lirica a cui va il merito di aver lanciato l’iniziativa la scorsa estate su Cronache Maceratesi. Mosca ha versato una quota a suo nome, una a nome della moglie e una a nome dei nipotini di nove e tre anni, “un modo per trasmettere loro il mio amore per lo Sferisterio, iniziato nel 1971 facendo la comparsa nel Trovatore. Allora – ha ricordato – con le prime 28mila lire guadagnate ho acquistato due biglietti per l’opera per i miei genitori.”
Altre quote – oggi sono già arrivate a 35 – state versate da alcuni dei soci dei dodici service (il Rotary Club Macerata e il Rotary Club Matteo Ricci, i Rotary Club Camerino, Civitanova, Loreto, Recanati e Tolentino, l’Inner Whell Macerata, il Lyons Club Macerata Host e il Lyons Club Macerata Sferisterio, il Soroptimist Macerata, il Kiwanis Club Macerata e il Panathlon Macerata) presenti alla cena organizzata nella sede estiva della Filarmonica cui hanno partecipato circa 160 persone, fra le quali anche il presidente della Provincia Antonio Pettinari, il vice sindaco Stefania Monteverde, il sovrintendente dello Sferisterio Luciano Messi, il direttore artistico Francesco Micheli, lo sponsor Giovanni Fabiani, gli imprenditori Giovanni Fabiani, Alfio Caccamo (Corridomnia) e Fabio Paci (Fontescodella spa).
La prima membership applicata allo Sferisterio, che prevede la partecipazione pubblica alla gestione del Macerata Opera Festival – progetto unico in Italia che ricalca modelli ormai consolidati all’estero, soprattutto negli Stati Uniti – viene resa possibile grazie all’art bonus, illustrato per l’occasione alla platea nientemeno che dal presidente dell’ordine dei commercialisti della provincia di Macerata Giorgio Piergiacomi. Con questo strumento, che consente un credito di imposta pari al 65% dell’importo donato a chi effettua erogazioni liberali a sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano, viene finalmente riconosciuto dallo Stato il mecenatismo culturale. Un Carancini carico di entusiasmo ha descritto la serata come un “miracolo”, ringraziando tutti i presenti e in particolar modo Mosca, “che ha colto immediatamente il quadro della situazione alla fine della scorsa stagione e ha cercato di richiamare in tutta la città e il territorio l’importanza dello Sferisterio”.
Mille euro per amore della cultura e della propria città. Tanto vale la quota per entrare fra i nuovi cento consorti. È la prova del nove per i maceratesi (intesi non solo come abitanti del capoluogo ma dell’intero territorio provinciale) per dimostrare quanto tengano allo Sferisterio e alla sua sopravvivenza. Ed è l’occasione per incidere letteralmente il proprio nome a futura memoria nella storia della città, visto che si sta già pensando a una targa e all’inserimento dei cento benemeriti nei programmi di sala e nel sito internet. Si può aderire fino al 30 giugno e l’appello è rivolto sì alle aziende ma in primis alle persone fisiche. La quota è annuale e senza alcun obbligo di rinnovo, anche se l’obiettivo, pur con qualche prevedibile avvicendamento, “è quello di creare – come ha spiegato Messi – un gruppo di riferimento di cento mecenati che diano un sostegno personale allo Sferisterio, alle sue attività e al suo valore culturale, economico e sociale. Sarà un gruppo che avrà una interlocuzione reale, un rapporto saldo e un confronto continuo con la governante dello Sferisterio.” La sfida è partita, e la presidente del Rotary Club Macerata Rita Servidei, a conclusione della serata, si è detta convinta che tutte le cento quote saranno raccolte entro il 30 maggio.
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Cento consorti con ricca dote, lo Sferisterio sembra darsi alla poligamia, forse una conseguenza di quella trionfale tournée del 2013 nel sultanato dell’Oman.
Come avevo avuto modo di scrivere già, qualche giono fa: l’idea NON è male
Solo che parte già “viziata”.
Invece che un sostengo “poipolare” (vera partecipazione cittadina diffusa) si è scelto di rivolgersi ad una ristretta cerchia di persone.
L’idea NON è male.
Se si voleva veramente un azionarariato diffuso, quindi VERAMENTE popolare ed aperto a tutte le fasce della cittadinanza, forse la fee minima d’ingresso annuale avrebbe dovuto essere con unzo ZERO in meno.
Dalla quota di € 1.000 MEGLIO una quota di € 100, cosicchè verrebbe data la possibilità a tutti i cittadini di essere parte integrante del progetto.
Invece che soli 100 nuovi consorti molto probabilmente ce ne sarebero migliaia, non solo da Macerata
Infatti Cerasi attualmente circolano parecchie idee che se solo fossero tutto il contrario di quello che sono sarebbero magari anche buone.