Delitti di Montelupone, ergastolo ad Alili
Cade l’aggravante della crudeltà

LA SENTENZA DI TERZO GRADO - La Corte di cassazione oggi ha confermato la condanna per il macedone accusato degli omicidi di Paolo Marconi e Ada Cerquetti
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Abdul Alili

Abdul Alili

 

 

Duplice omicidio di Montelupone, ergastolo confermato per Abdul Alili, il macedone accusato dei delitti di Paolo Marconi, 83 anni, e Ada Cerquetti, 73. La Corte di cassazione si è pronunciata oggi mettendo la parola fine alla vicenda processuale. Cade l’aggravante della crudeltà.

Una coppia di coniugi anziani, Paolo Marconi e la moglie Ada Cerquetti, vennero trovati senza vita nelle prime ore del mattino del 30 settembre nella loro casa in contrada Fonte Ianni di Montelupone. La donna era stata assassinata all’interno della legnaia con 25 coltellate. Il marito fu trovato senza vita sulle scale esterne della casa, ucciso con 13 fendenti. Mistero assoluto su chi potesse aver compiuto un simile gesto, verso due persone anziane e senza nemici.

 

Paolo Marconi e Ada Cerquetti

Paolo Marconi e Ada Cerquetti

Le indagini dei carabinieri del Reparto operativo di Macerata, comandato dal colonnello Leonardo Bertini, della Compagnia di Macerata e Civitanova e della Pg della procura nel giro di pochi giorni arrivarono al macedone Alili, un muratore che viveva poco lontano dalla casa dei coniugi. Lui accusò, in un primo momento, il suo vicino di casa, che per alcune ore venne sospettato di essere l’autore dei delitti. Ma messo alle strette Alili aveva confessato tutto. In seguito Alili aveva detto di essere stato costretto ad ucciderli da una fantomatica banda di albanesi.

 

 

L'avvocato Paolo Carnevali

L’avvocato Paolo Carnevali

Una tesi che non ha convinto i giudici. In tutti i tre gradi di giudizio Alili è stato condannato all’ergastolo. Oggi nel fare la sentenza la Cassazione ha tolto l’aggravante della crudeltà, ma la pena è rimasta la stessa. Il macedone era difeso dagli avvocati Alessandro Trofino e Marco Martinez. I due legali avevano sollevato alcune eccezioni di nullità delle sentenze di primo e secondo grado, e avevano fatto presente ai giudici che “Alili aveva collaborato con le indagini, inoltre era tossicodipendente. Purtroppo non siamo stati ascoltati” ha detto Trofino. Al processo erano parte civile le due figlie delle coppia, Aldesina (assistita dagli avvocati Maria Psaidi e Giuliano Stracci) e Orietta, tutelata dall’avvocato Paolo Carnevali.

(Gian. Gin.)



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