di Monia Orazi
Nella classifica nazionale delle indennità di carica di 45 rettori degli atenei italiani, Flavio Corradini, magnifico dell’università di Camerino, è il rettore più “povero d’Italia”, con un’indennità annua lorda, da rettore di 7 mila e 808 euro lordi e 88 centesimi. Si piazza in diciottesima posizione il rettore Luigi Lacchè, dell’università di Macerata, con 45 mila euro lordi, ventunesima posizione per il rettore di Urbino, Stefano Pivato, con 37 mila e 185 euro. A rendere nota l’indennità è stato lo stesso Corradini, tramite il suo account personale su Facebook. Di recente il sito “Uninews 24” ha pubblicato la lista completa dei compensi percepiti dai rettori, soltanto relativamente all’indennità di carica, a cui naturalmente vanno aggiunti i compensi per l’attività di docente, stimabili in una cifra tra i tremila ed i quattromila euro mensili. Le università sono obbligate alla pubblicazione dei compensi, in base al decreto sulla trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Tra i sei “ermellini” inadempienti è stato indicato anche Corradini, che è anche docente ordinario di informatica nell’ateneo camerte.
Per chiarire subito la sua posizione il rettore ha deciso di comunicare direttamente come stanno le cose su Facebook, in un periodo che dovrebbe essere di ferie. “Questa ‘classifica’ dei rettori mi era proprio sfuggita… riguarda le indennità di carica dei rettori delle Università italiane. Sulla base dell’articolo, io sarei “inadempiente”, per non aver pubblicato la mia indennità avendo fatto riferimento ad una delibera della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui). Solo di recente la questione è stata chiarita e – naturalmente – anche questa informazione sarà a disposizione di tutti”, esordisce il rettore. “Ma per chiarire a tutti che ho nulla da nascondere, comunico che la mia indennità di carica accademica, corrisponde ad un importo lordo annuo di 7.808,88 euro; vale a dire circa la metà dell’ultimo classificato. Ho preferito lasciare alla ricerca UniCam la mia indennità, una borsa di dottorato in più a disposizione del mio Ateneo”, conclude il professor Flavio Corradini.
Il rettore più costoso d’Italia è quello di Roma Tre con 101 mila euro, il più povero secondo questa classifica quello di Catania, il professor Giacomo Pignataro con 13 mila e 14 euro. Prima posizione scalzata da Corradini che percepisce circa la metà, indennità totalmente devoluta che permette di pagare un ricercatore in più ad Unicam.
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Si ma quanto gli versa l’Universita come stipendio da professore ordinario? E fa ancora il,professore o solo il rettore? E i rimborsi spesa? Comunque e’ privata e fanno come vogliono…
Paoletti, se proprio deve commentare prima legga l’articolo.
In due righe riesce a dire una serie incredibile di stupidaggini.
Signor Corradini, una camicia di 150€, cravatta 80€ giacca, vista la qualità sartoriale 800€ com’è possibile?
Ci dia qualche dritta a sopravvivere.
e leggete gli articoli prima di aprire bocca e darle fiato.
@Marta, ho letto l’articolo e non ne capisco il senso, per prima cosa chi se ne frega…seconda cosa non gli bastano i soldi che già prende? Uno che guadagna 4.000 euro al mese che rinuncia fa… Non trovo niente di sensazionale….ma se ci tiene posso dire ” bravo”…. premetto che rispondo solamente perché sono stato attaccato e non conosco neanche il magnifico rettore ne mi interessa niente dell’Università di Camerino che anzi reputo una buona università .
sig Bellini..ma da una foto nemmeno tanto dettagliata come ha fatto a dare i prezzi agli abiti? E’ del ramo? A me sembra una camicia, una giacca e una cravatta del tutto normale ( non sono parente del Rettore ne un dipendente (magari) dell’Università) e anche per me, lo stipendio da professore che prende può ritenersi un signor stipendio. Poi se con la sua indennità ci paga le Borse agli studenti, tanto di cappello.
Le università (quasi tutte) In Italia andrebbero rase al suolo e rifondate da zero. Stipendi compresi. Non c’è nulla che funzoni… e per un ragazzo in gamba che ne esce, dobbiamo dare il titolo “di dottore” ad almeno altri 1.000 Matteo Renzi.
Di sicuro, al contrario di molte famiglie italiane, non ha difficoltà ad arrivare alla fine del mese.
Francesco, il dramma non sono le Università in se per se..(magari scavando qualcosa che non va esiste, non lo metto in dubbio) ma il dramma è che i migliori cervelli che le Nostre Prestigiose Università sfornano (abbiamo le Università piu antiche del mondo e ci sarà pure un perchè), se ne vanno all’estero, rendendo sempre più povera la forza creativa, di ricerca e di innovazione Italiana, che invece cresce all’estero. I migliori Ingegneri, i migliori architetti, i fisici, i migliori ricercatori medici oramai fanno carriera all’estero. Pochi giorni fa ho visto un servizio di un gruppo di ragazzi italiani a Los Angeles (giovanissimi) che avevano aperto una start-up, e andavano alla grande, tutto facilitato, poi un signore che lavorava nel campo della musica per il cinema, una sorta di “compositore informatico” un lavoro li considerato ai massimi livelli li, mentre da noi sarebbe stato snobbato (solo per fare 2 esempi). Spero che prima o poi ritornino da noi, ma a sentire alcune interviste che a volte fanno a questi ragazzi……alla domanda “ma lei ha intenzione di ritornare in Italia?” la risposta al 99% è sempre NO. Questo si che è un dramma. la nostra Italia si impoverisce anche di cervelli. PS la manina rossa non gliel’ho messa io.
@ el dindo
Abbiamo avuto (ma non solo noi) delle “scuole” medioevali di studi (la prima, se non ricordo male, aperta in Marocco e la seconda in Siria), che non erano vere e proprie Università.
Per consuetudine a queste “scuole” si fanno risalire l’origine/date dell’Università (la prima a Bologna, poi Arezzo e mi sembra gli Studii Paduani) ma, le Università, -vere e proprie- sono nate ben più tardi.
Secoli dopo, non a caso in molti ritengono che la “vera” data di nascista dell’Università maceratese sia intorno alla prima metà del 1500, e non nel 1200…
Comunque sia non vale tanto la supposta data di nascita dell’Università, ma il fatto che altrove si fa ricerca, mentre in Italia l’Università (eccetto rarissimi casi) è stato solo un alro contenitore quasi vuoto dove, l’unica cosa importante, erano (e lo sono tutt’ora) i “Baroni”: in questi si siamo ancora (unici al mondo) Medioevali 🙂
non volevo disquisire sul primato o record di apertura delle Università, era solo un esempio, e non entriamo in merito al discorso baroni. Spero solo che i nostri politici cambino strategie per far restare i nostri straordinari ragazzi in Italia.
Povero fuori (indennità di carica) Ricco dentro (Magnifico Rettore Università di Camerino). I marchigiani con orgoglio vantano le tre storiche università. Macerata – Camerino – Urbino.
Ma che povero e povero………con 4000 euro al mese ci vive bene penso…….se li guadagna che problema c’è
SOLO CHE……….mi sembra tanto un atteggiamento da ” F A R I S E O “……..( per uno che ne guadagna
QUATTROMILA al mese )………dichiarare pubblicamente di donarli agli studenti………. A RETTO’……non
sei tenuto a donarli i settemila………ma se proprio lo vuoi fare FALLO IN SILENZIO…….perche’ altrimenti
ti stai pagando uno SPOT PUBBLICITARIO………..e da cosa benemerita………..diventa una cosa da Fariseo
…….come stavamo dicendo prima 😀
…..a proposito………la sig.ra MARTA sta a busta paga del rettore ?????? Glieli paga i contributi ???
NOOO ??????
Cavolo ma allora i 7000 spettano a lei ;-D