Quando i …Rumori (fuori scena) fanno spettacolo

Il Festival Macerata Teatro propone una esilarante commedia contemporanea

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Immagine1-300x215di Walter Cortella

Trenta ma non li dimostra. Tanti sono gli anni della esilarante commedia Rumori fuori scena di Michael Frayn, celebrata anche in una indimenticabile versione cinematografica. E a dispetto del tempo, essa conserva ancora tutto la sua carica di allegria, vivacità e freschezza. La commedia è un perfetto meccanismo ad orologeria nel quale ogni ingranaggio ha il suo preciso ruolo, con i suoi tempi d’azione. Un meccanismo che ha funzionato a meraviglia, grazie alla capacità del regista Alberto Manini e alla bravura dell’intero cast.
Il testo è di una banalità estrema, ma il prodotto finale diventa un spettacolo molto divertente per effetto delle situazioni comiche e delle trovate spiritose che l’autore ha saputo creare e dosare con destrezza. Sulla scena una compagnia teatrale sta provando «Con niente addosso», una sexy-commedia, ma gli attori sono impacciati e non padroneggiano abbastanza le rispettive parti. Come se non bastasse, fra di essi non c’è armonia. Ripicche, screzi, invidie, legami sentimentali, pettegolezzi, gelosie e intrighi creano i presupposti per un clamoroso fallimento. Il regista è disperato perché il debutto è previsto per l’indomani.

I complicati meccanismi (porte che si aprono, porte che si chiudono, equivoci, piattini di sardine che vanno e vengono, vero leit motiv dell’intera opera) ma soprattutto gli innumerevoli errori e inciampi dei protagonisti diventano gustose gags che coinvolgono lo spettatore. Tra fragorose risate si consuma il primo atto. In qualche modo lo spettacolo però decolla e la compagnia inizia comunque la sua tournée. Nel secondo atto il pubblico cambia il suo punto di osservazione e assiste a ciò che avviene dietro le quinte, nel corso di una replica in un teatro di Pittsburg. Le tensioni tra gli attori non accennano ad attenuarsi, anzi, e le conseguenze nefaste si riflettono sullo spettacolo, del quale percepiamo solo alcuni flash. Nel «fuori scena» i protagonisti sono costretti a parlare sottovoce, ad esprimersi a gesti come mimi.  La situazione diventa sempre più paradossale, mentre la comicità si fa più raffinata.

Infine, nel terzo atto, la compagnia è proprio allo sbando. Finalmente approda a Broadway, la Mecca dello spettacolo, ma purtroppo niente va per il verso giusto. Ciò che avviene sulla scena non ha più nulla a che vedere con la versione originale del testo. Gli attori ormai, abbandonato il copione, recitano improvvisando senza ritegno, ad un ritmo sempre più sostenuto ma mai caotico. A questo punto la comicità tocca il suo acme e il pubblico ride di gusto. Ancora una volta il teatro nel teatro si dimostra formula vincente. Coinvolge lo spettatore e lo fa sentire al centro dell’azione.

La Compagnia anconetana, composta da elementi giovani e di grande talento, ha proposto al «L. Rossi» uno spettacolo di elevato livello artistico. Il regista, non nuovo a produzioni del genere, ha avuto il merito di imprimere alla commedia il giusto ritmo e di definire con maestria le caratterizzazioni dei singoli personaggi: la svampita, la soubrette, il precisino, l’indeciso, l’ubriacone, la risoluta assistente alla regia, il ladro.

Il segreto di questo Rumori fuori scena sta proprio nell’equilibrio e nella valorizzazione dei gesti e delle battute, senza che questo comporti rallentamenti o flessione del brio. Uno spettacolo col quale si ride tanto, si ride di gusto e non si perde il filo. Risate spontanee, immediate e continue; insomma le risate migliori.
Il Rumori fuori scena della Compagnia Step è stato giudicato il «miglior spettacolo» da una giuria tecnica e dal pubblico al recente festival di Pordenone. Inoltre, Lorenzo De Chellis (Garry) e Ilaria Giorgini (Belinda) hanno completato il full di premi come «migliore attore protagonista» e «migliore attrice non protagonista». Non c’è che dire, un bel successo!



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