di Alessandra Pierini
Ci sono calze, guanti, cappellini, capi di abbigliamento e intimo tra i 250 mila prodotti tessili sequestrati dalla Guardia di Finanza di Macerata, in un’operazione congiunta con il personale della Camera di Commercio di Macerata. I prodotti non conformi rispetto alle leggi sull’etichettatura e sul rispetto del mercato sono stati rintracciati nel corso di una serie mirata di controlli nei confronti di 23 commercianti all’ingrosso di nazionalità cinese tutti operanti a Civitanova Marche, nel grosso centro commerciale in zona Aurora.
I capi tessili sequestrati oltre a costituire un danno per l’economia nazionale, sono potenzialmente pericolosi per l’ambiente e per la salute umana, soprattutto dei bambini, a causa dell’assenza di garanzie di sicurezza dei materiali utilizzati e delle procedure attuate per fabbricarli.
L’operazione è scattata sul finire della scorsa settimana, dopo un’intensa attività di studio, monitoraggio e controllo della merce posta in vendita, nell’ambito di un’attività finalizzata alla prevenzione nel settore della tutela del mercato dei beni e servizi e del “made in Italy”, nonché a tutela dei consumatori. Tutti gli interventi sono stati effettuati nei confronti di “grossisti”, proprio al fine di esercitare un’azione di controllo a monte, prima che i prodotti non conformi potessero essere diffusi capillarmente sul territorio, rendendo in tal modo più difficile il controllo stesso.
Dopo i primi riscontri documentali, i finanzieri hanno controllato la merce posta in vendita, riscontrando evidenti carenze per ciò che riguarda le indicazioni in ordine alla composizione dei tessuti che, per legge, devono accompagnare i prodotti stessi: è scattato, quindi, l’immediato sequestro per circa 250.000 articoli tessili presenti nei punti vendita controllati. A carico dei responsabili degli illeciti amministrativi riscontrati, saranno applicate da parte della C.C.I.A.A. le pertinenti sanzioni di carattere amministrativo.
«In un anno – ha precisato il comandante della Guardia di Finanza Paolo Papetti nel corso della conferenza stampa convocata per rendere nota l’operazione – abbiamo sequestrato per lo stesso motivo più di 5 milioni di pezzi non conformi. A volte ci accusano di concentrare troppo i controlli sui soggetti cinesi ma in realtà questo dipende dal fatto che continuiamo a riscontrare delle irregolarità perciò dobbiamo insistere con le verifiche».

il vice segretario della Camera di Commercio Maria Leonori e la responsabile dell'area tutela del mercato Claudia Guzzini
L’attività di vigilanza sull’applicazione delle norme in materia di tutela del mercato e di sensibilizzazione dei cittadini coinvolge la Camera di Commercio: «La collaborazione con la Guardia di Finanza – ha spiegato il vice presidente Mario Volpini – ormai consolidata, si è intensificata dopo gli incontri di approfondimento e studio della materia, svolti dal nostro ente. In questo momento difficile per l’economia è essenziale che il mercato si sviluppi nel pieno rispetto delle regole e che i consumatori abbiano delle garanzie su ciò che acquistano».
«La Camera di Commercio – ha sottolineato il vice segretario Maria Leonori – aderisce al progetto nazionale Svim che permette di far rete nei controlli su tutto il territorio nazionale. Naturalmente la collaborazione con la Guardia di Finanza è fondamentale perchè ci permette di raggiungere obietivi importanti, impossibili da attuare con solo 4 persone impiegate nel settore».
Nel corso dell’anno le attività di ispezione messe in atto dalla Camera di Commercio hanno interessato diverse categorie merceologiche: «Abbiamo iniziato – ha sottolineato Claudia Guzzini, responsabile camerale dell’Area Tutela del Mercato – con più di mille controlli sugli strumenti metrologici quali bilance e misuratori vari, abbiamo poi effettuato 340 controlli visivi sui metalli preziosi, 290 ispezioni sui giocattoli, 180 sui prodotti elettrici, 100 su prodotti elettrici e 50 nel calzaturiero, focalizzando così l’attenzione soprattutto su prodotti con alta provenienza da paesi esteri. Molti dei soggetti controllati sul territorio provinciale erano regolari» .
Infine il maggiore Gianluca Ferraro si rivolge ai consumatori, suggerendo dei piccoli accorgimenti da mettere in atto per evitare brutte sorprese: «Bisogna diffidare dai prezzi troppo bassi e pretendere informazioni sul prodotto che si va ad acquistare. C’è inoltre una banca dati in costante aggiornamento voluta dalla Comunità Europea che si chiama Rapex e nella quale si può controllare quali sono i prodotti non sicuri» .
(Foto di Guido Picchio)
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