“Agricoltura in festa” chiude con 20mila visitatori
Novità nei tre giorni della Copagri all'Abbadia di Fiastra il Primo "Festival nazionale della birra agricola"
La festa nazionale di Copagri chiude con successo la sua tre giorni all’Abbadia di Fiastra. Oltre 20mila persone hanno partecipato ad “Agricoltura in festa” incuriositi soprattutto dalla novità della manifestazione: “Il primo festival nazionale della birra agricola”, proposto insieme alla manifestazione “Tra monti e colline: delizie, profumi ed incanti delle nostre terre”, giunta alla settima edizione. Soddisfazione per il presidente della Copagri di Macerata che ha ospitato anche il presidente di Copagri nazionale, Franco Verrascina, nonché i vice presidenti Alessandro Ranaldi, Mario Serpillo, Pietro Minelli, oltre ai rappresentanti Copagri di altre regioni italiane e il presidente regionale Giovanni Bernardini. Constatato il notevole successo, gli organizzatori pensano già alla seconda edizione del festival della birra che sarà nuovamente ospitata a Tolentino. Dieci erano gli stand di birrifici agricoli delle Marche e d’Italia che hanno proposto birra agricola rossa, bionda, per celiaci: oltre cinquanta tipi di altissima qualità. Più di settanta erano invece gli espositori di tipicità. E tante le novità: la ricotta salata, il dolce al malto d’orzo tostato, l’orzo per risotti, la farina di orzo ed altre. Tante produzioni tipiche e processi di lavorazione nei comparti zootecnici da carne e da latte, vitivinicolo e olivicolo, senza dimenticare i fortissimi legami di tali prodotti con la storia e la cultura rurale. Nel corso dell’evento, in merito alla recente proposta della Commissione europea sulla riforma della Pac è intervenuto il presidente di Copagri nazionale, Franco Verrascina, che l’ha definita “penalizzante per i tagli al bilancio e per diverse modalità applicative, tra cui spicca in negativo il criterio della superficie per la distribuzione delle risorse. C’è tempo, però – ha aggiunto Verrascina – e accanto allo sforzo responsabile del mondo agricolo che converge da tempo su posizioni unitarie, occorre che le istituzioni scendano in campo secondo una logica di sistema – Paese che dia sufficiente supporto ai nostri negoziatori, il ministro Romano in primis, per modificare significativamente l’impianto proposto”. La manifestazione si è conclusa domenica con la celebrazione della messa celebrata dal vescovo di Macerata, Claudio Giuliodori, , che ha apprezzato i valori emersi dal connubio tra la terra e la sua cura attraverso il lavoro e le tradizioni del mondo rurale.