Nella deliziosa Sala degli Specchi della Biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata si è tenuto nei giorni scorsi un interessante convegno di studi sul tema: «Giacomo Costantino Beltrami (1779-1855), un misconosciuto patriota italiano pre-unitario» che ben si inserisce nel folto programma di celebrazioni in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia.
Il convegno, organizzato da Centro Studi Civitanovesi, Archivio di Stato di Macerata e Museo Beltrami di Filottrano, è stato curato da Alvise Manni e Silvano Moretti, con il patrocinio di varie istituzioni del territorio (Comune e Accademia dei Catenati di Macerata, Comune di Filottrano e Centro Studi Storici Maceratesi).
Come si può notare, il convegno ha richiesto la sinergia di vari partners in quanto il Beltrami, bergamasco di nascita, ma marchigiano di adozione, ha svolto nel corso della sua vita molteplici attività che lo hanno portato ad operare in luoghi tra loro molto lontani, dall’Italia alla Francia, dall’Inghilterra al Messico, a Cuba, fino a giungere nel 1825 negli Stati Uniti, dove scoprì le sorgenti del fiume Mississippi. Ma non fu solo un esploratore. La sua formazione umanistica ne fece un attento etnologo che studiò da vicino usi e costumi dei nativi d’America, conquistandone la fiducia e la stima.
Da quell’esperienza d’oltre oceano riportò una gran quantità di oggetti di uso quotidiano, non sottratti ai legittimi proprietari ma regolarmente acquistati, che oggi sono diventati veri e propri reperti, pezzi unici al mondo poiché il patrimonio etnico originale è andato completamente distrutto. Oggi chi vuol vedere quegli oggetti deve visitare due preziose raccolte italiane: a Bergamo, sua città natale e a Filottrano, dove Beltrami visse gli ultimi anni della sua esistenza.
Tema centrale del convegno è stato, comunque, il suo ruolo del Beltrami nella lotta per l’unità d’Italia. Fu patriota attivo con le armi sulle barricate dei moti nell’Italia napoleonica ma anche con la penna scrivendo il volumetto «Difesa dell’Italia», ormai introvabile. Un ruolo, il suo, tutto ancora da studiare così come la sua attività di magistrato, esercitata tra Parma, Udine e Macerata.
Grazie agli interventi dei vari relatori (Cesare Censi, Enrica Manni e M.Grazia Pancaldi, oltre naturalmente ai due curatori) il convegno ha fatto emergere un’avvincente figura a tutto tondo del Beltrami, un erudito ancora oggi molto noto in America, dove una contea del Minnesota porta il suo nome, ma del tutto sconosciuto in Italia. Forse è giunto il momento di collocarlo al posto che merita nella cultura italiana.
È un dovere che le Marche e i marchigiani debbono sentire. Il convegno è soltanto il primo passo per la realizzazione di questo importante progetto culturale. La foto, tratta dalla locandina ufficiale, è opera di Silvano Moretti, filottranese).
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