Quando la lirica univa Jesi e Macerata nel nome di Perucci

Inaugurata la stagione lirica del Pergolesi

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di Maurizio Verdenelli

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Rosa Bove, Elena Belfiore e Filippo Morace

“Lo frate ‘nnamorato” di Giovan Battista Pergolesi ha aperto alla grande la 44° stagione lirica a Jesi. Una serata ed un pomeriggio magici -ed un’anteprima giovani- nel segno del ‘Mozart’ marchigiano spentosi a soli 26 anni a Pozzuoli nel 1736. Una stagione, curata dalla Fondazione Pergolesi Spontini di cui è direttore artistico William Graziosi, di cui sarebbe andato orgoglioso anche il ‘maceratese’ di San Benedetto del Tronto, Carlo Perucci, ‘padre’ della lirica allo Sferisterio. Perucci per molti anni resse infatti pure la direzione artistica del ‘Pergolesi’ che divenne un po’ la ‘stagione invernale’ dell’Arena maceratese con tutto lo staff -a cominciare dal ‘vice’: Gian Paolo ‘Micio’ Projetti- che si trasferiva all’ombra della città di Federico II°. Fu proprio Perucci, che sarebbe poi passato a dirigere l’Arena di Verona, a promuovere fattivamente ‘teatri di trazione’ sia quello jesino sia quello maceratese. In pratica, assicurandone – pur con tutte le difficoltà del caso, come noto- la loro sopravvivenza finanziaria nel tempo. Bene ha fatto nel 1998 in occasione del bicentenario del teatro, l’amministrazione comunale, essendo assessore alla Cultura, Simona Marini,  ad iscrivere su una lapide del foyer accanto a quella dell’immortale Pergolesi, il nome di Carlo Perucci.  Poco prima ancora che la stessa meritoria operazione fosse realizzata allo Sferisterio attualmente alla ricerca del suo ‘successore’ storico. Parliamo cioè del dopo Pizzi, per il quale pare sia definitivamente tramontata l’ipotesi di un anno di transizione nonostante la disponibilità del maestro che ha scelto di risiedere ufficialmente nel capoluogo marchigiano. Sembra comunque che la scelta si stia maturando in direzione di una professionalità, fra quelle note della ‘cinquina’, con ampia  visibilità ed esperienza internazionale. Che rappresenti inoltre un ponte, peraltro consolidato di recente nel nome di Padre Matteo Ricci, verso le sconfinate platee e dunque il mercato del  popolo cinese. Un direttore artistico che, gradualmente nell’arco di una stagione, riporti integralmente nel nome dei ‘fondatori’ -Calogero, Ballesi, Perucci e Calise- la stagione lirica maceratese nell’alveo originale, nel suo teatro di vocazione e d’eccellenza: L’Arena Sferisterio.

foto_lo-frate-nnamorato_Rosa-Bove-Filippo-Morace-Laura-ChericiIntanto il celebre teatro jesino venerdì 30 settembre e domenica 2 ottobre – l’anteprima, il 28 settembre – è stato all’altezza del suo ‘cigno’: platea e palchi pieni, scroscianti battimani a scena aperta, un parterre di giornalisti nazionali ed internazionali grazie all’ufficio stampa della Fondazione Pergolesi Spontini (Anna Dalponte e Simona Marini) che per un biennio ha operato egregiamente al SOF.  “Lo frate ‘innamorato” (opera buffa di Gennarantonio Federico) ha concluso il progetto di messa in scena, con la registrazione in HD,  di tutte le opere teatrali di Pergolesi. In questo la 44. stagione lirica ha rappresentato un continuum con il festival Pergolesi Spontini che ha allestito quest’anno le altre tre opere del Grande jesino di cui lo scorso anno sono stati celebrati i tre secoli dalla nascita: La Salustia, La serva padrona e L’Olimpiade.  Per “Lo Frate ‘nnamorato”rappresentato per la prima volta a Napoli il 27 settembre 1732, un vero successo per la regia e le scene di Willy Landin, con l’orchestra Europa Galante (da segnalare una viola d’amore del ‘700 dall’inestimabile valore) diretta dal maestro Fabio Biondi che suonava un violino del Guarnieri. Bravissimi gli interpreti a cominciare dal convincente Nicola Alaimo (Marcaniello), Elena Belfiore (nei panni maschili di Ascanio), Patrizia Biccirè (nena), Jurgita Adamonyte (Nina), Barbara Di Castri (Lugrezia), Davide Alegret (Carlo) che ha cantato domenica nonostante un’improvvisa indisposizione, Laura Cherici (Vannella), Rosa Bove (Cardella) e Filippo Morace, un efficace e  divertente Don Pietro che irrompeva in ‘vespa’ e casco regolamentare sul palcoscenico.

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Simone Alaimo

La magia de “Lo frate” si è dunque ripetuta a distanza di meno di trecento anni dalla sua prima messa in scena: testimonia un documento che le arie dell’opera pergolesiana erano divenute tanto popolari da essere cantate per le strade di Napoli. La grandezza di Pergolesi non cessa mai di stupire e di essere ammirata: nelle ultime settimane è stato siglato l’accordo con la Casa Ricordi per la realizzazione dell’edizione nazionale dell’opera completa del compositore marchigiano. Il piano editoriale si articola in 20 volumi per oltre 3.000 pagine di partitura e 1.500 di apparati critici comprendenti le opere teatrali, sacre, vocali, strumentali e didattiche.

foto_lo-frate-anteprima-giovani-624-300x205Ed ora, dopo la felice inaugurazione, la 44. Stagione lirica affronta il repertorio tradizionale con L’Elisir d’amore venerdì 21, sabato 22 e domenica 23 (anteprima giovani, giovedì 20). Rigoletto, l‘altra opera in cartellone, andrà in scena a novembre nel week end da venerdì 25 a domenica 27 (anteprima giovedì 24). Da definire ancora la data del concerto lirico che concluderà la rassegna.foto_lo-frate-anteprima-giovani-452-300x205



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