L’onorevole Ciccioli porta
la questione Frau in parlamento

Intanto la Provincia di Macerata apre un tavolo dove coinvolgere anche livelli istituzionali nazionali nell’azione di contrasto alla delocalizzazione

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L'onorevole Carlo Ciccioli (Pdl)

La vicenda Poltrona Frau finisce in parlamento. L’onorevole Carlo Ciccioli ha infatti presentato una interrogazione al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali e al Ministro dello Sviluppo economico. 

Ciccioli, premesso che “l’azienda Poltrona Frau di Tolentino, azienda italiana di grande prestigio, nota in tutto il mondo, che da più di un secolo produce arredamento di prestigio e che dà lavoro a circa 500 persone tra operai ed impiegati, oltre all’indotto – vuole delocalizzare la parte della cucitura, ora svolta da aziende terziste (24 in provincia di Macerata); il risparmio previsto con questa operazione sarebbe di 400 mila euro il primo anno e 700 mila euro annui a regime, per un monte ore che corrisponde a circa 17 operai, risparmio che avrebbe un impatto minimale a fronte dei 100 milioni di indebitamento dell’azienda; stessa sorte sta accadendo ad un’altra azienda del gruppo, l’azienda Cassina di Meda, dove, a causa della delocalizzazione in Romania della cucitura, sono a rischio 45 dipendenti, vicenda che ha suscitato scioperi e proteste che hanno visto in prima linea insieme agli operai sindacati ed amministrazione comunale; la prospettata delocalizzazione di alcuni settori dell’azienda di Tolentino (Poltrona Frau) fa sorgere il timore di futuri tagli occupazionali; in più è da rilevare che l’amministratore delegato di Poltrona Frau nel 2010 ha percepito 1.567.000 di euro di cui circa 800 mila di bonus, una cifra, quest’ultima, ben superiore al risparmio previsto, e ha provveduto a diminuire la forza lavoro, aumentando il numero dei dirigenti da 29, nel2008, a36 nel 2010; il fatturato dell’azienda è stabile, dovuto essenzialmente all’aumento dei prezzi dei listini, in quanto la produzione è calata del 10/15 per cento annuo; la delocalizzazione in Romania della produzione, comporterà, nonostante le trasferte di personale qualificato, una diminuzione della qualità del prodotto finito e di puntualità di consegne” chiede di sapere dai ministri “se non ritengano opportuno assumere le iniziative di competenza, per scongiurare la ventilata delocalizzazione di alcuni settori della prestigiosa azienda Poltrone Frau di Tolentino che creerebbe ulteriore diminuzione di personale sia all’interno dell’azienda che nell’indotto terzista (più di 24 aziende) che lavora per l’azienda stessa, scongiurando così la possibile diminuzione di prestigio del prodotto che da più di un secolo è il fiore all’occhiello della produzione made in Italy nel mondo, come garanzia di qualità”.

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Intanto, dopo i due incontri informativi, quello della settimana scorsa con le organizzazioni sindacali e quello di ieri sera con le associazioni degli artigiani, la Provincia di Macerata  ha deciso di istituire un “tavolo” provinciale che affronti  la questione della Poltrona Frau, e contestualmente coinvolgere anche livelli istituzionali nazionali nell’azione di contrasto alla delocalizzazione  di ogni reparto o fase di lavorazione.

A spiegarne i motivi è lo stesso presidente dell’Amministrazione provinciale, Antonio Pettinari, che ha ricevuto l’assenso e l’appoggio alla propria azione sia  da parte  dei rappresentanti dei lavoratori, sia dei rappresentanti dei datori di lavoro artigiani, preoccupate per la sorte delle aziende terziste.

“Poltrona Frau – sottolinea Pettinari – è un’azienda leader italiana che in tutto il mondo rappresenta il meglio del nostro Paese. Se essa oggi è arrivata ad essere quello che rappresenta in termini di made in Italy lo deve ad un imprenditore maceratese illuminato come Franco Moschini che cinquant’anni fa ebbe il coraggio di rilevarne il marchio e far rinascere a Tolentino una produzione che si era ormai spenta. Questo è stato possibile grazie alle forze imprenditoriali maceratesi, ma soprattutto grazie alla professionalità e maestria di tanti lavoratori di Tolentino e dell’interland che hanno ‘prestato’ all’industria di poltrone e divani quella capacità artigianale che solamente nelle ‘botteghe’ locali si è tramandata per decenni. La Provincia e tutte le istituzioni maceratesi non possono oggi permettere che quanto è stato costruito venga distrutto in nome di logiche di profitto che tendono a disumanizzare il lavoro”.

Entro la prossima settimana si riuniranno tutti insieme in Provincia organizzazioni sindacali, associazioni artigiane, Camera di commercio, Comune di Tolentino per avanzare anche proposte operative in grado di contrastare nell’immediato la decisione di Poltrona Frau di delocalizzare in Romania la fase di cucitura affidata attualmente a 24 aziende artigiane terziste del distretto pellettiero di Tolentino. Decisione che – al di là della preoccupazione per i circa cento posti di lavoro su cui va ad incidere negativamente e che debbono essere assolutamente salvaguardati – viene vista con preoccupazione in quanto essa “rompe” una filiera costruita da generazioni di lavoratori e che oggi è patrimonio della comunità tolentinate e maceratese.



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