di Alessandra Pierini
«Ma tu non sei Alessia? Dove andate a quest’ora di notte, Tuo padre sta piangendo in tv, ti cerca, andate alla polizia…» Sono bastate poche parole pronunciate da un 20enne civitanovese per indicare alle due ragazzine scomparse da lunedì la strada giusta che ha portato al felice epilogo della vicenda che ha tenuto la provincia di Macerata con il fiato sospeso(leggi l’articolo). Non si conosce l’identità di questo giovane ma a lui va la gratitudine dei genitori di Alessia e Abibe. «Lo ringraziamo con grande gioia – ci dice Massimiliano Tomassetti, papà di Alessia, che ieri sera aveva affidato il suo appello alle telecamere di “Chi l’ha visto?” (leggi l’articolo)- perchè credo che trovare un ragazzo di 20 anni che, dopo aver assistito alla trasmissione, a mezzanotte in una piazza di Civitanova dice a due ragazzine, poco più piccole di lui di tornare a casa sia stato un evento raro e fortunato». Intanto la famiglia si gode il ritorno di Alessia: «Quando è tornata mi ha chiesto scusa – racconta ancora Massimiliano -e io l’ho abbracciata, cercando di non piangere ancora. Alessia ora sta bene, è stanchissima dopo aver dormito su qualche panchina o in spiaggia e dopo aver mangiato 2 pacchetti di patatine e una pizzetta». Che cosa le ha tenute fuori di casa? «E’ stata una bravata – sottolinea il padre di Alessia – non c’era alcun motivo. Hanno deciso di non andare a scuola, poi al momento di tornare a casa hanno avuto paura che le avessimo scoperte, poi restando fuori la notte si sono accorte di averla fatta ancora più grossa e sono entrate in un vortice. Dopo il primo giorno Alessia voleva tornare ma poi si è lasciata convincere dalla sua amica più grande e non nuova a piccole fughe». Lo conferma un’amica della ragazzina che su Facebook le ha dato il benvenuto scrivendo: «Oi ragazzuola tu un giorno all’altro ce farai prende un colpo di sicuroo..!! ben tornataa..!!».
Giorgia Isidori, presidente di Penelope Marche, l’associazione nata per dare sostegno alle famiglie degli scomparsi, ha seguito da vicino la vicenda ed è molto felice del ritorno delle ragazze: «Per fortuna abbiamo un lieto fine, mi sono tolta davvero un grosso peso anche se la bravata di Abibe ci ha tenuto con il fiato sospeso. Pensare che hanno dormito all’aperto e che non si sono fatte aiutare da nessuno fa venire i brividi e rende ancora più importante l’esito finale. Quando si ha a che fare con un minore l’allerta è sempre maggiore e si pensa sempre al peggio. Comunque voglio continuare a seguire Abibe, voglio parlare con lei e capire la situazione. Credo che abbia un gran bisogno di parlare, in famiglia non comunica e non è nuova a bravate come queste che creano allarme». Giorgia è rimasta a lungo con la famiglia di Abibe, che abita a Villa Potenza: «La psicologa di Penelope ed io abbiamo passato ore con la famiglia. Sono molto riservati ma ci siamo resi conto che avevano bisogno della nostra vicinanza. Tra l’altro il padre di Abibe era fuori con le forze dell’ordine per le ricerche, la mamma e l’altro figlio erano con noi. Ce ne siamo andate venti minuti prima del ritrovamento delle ragazze».
Giorgia Isidori ha vissuto in questi momenti le emozioni e la preoccupazione dei suoi familiari dopo la scomparsa del fratello Sergio , nel 1979 quando lei non era ancora nata. Sergio aveva allora cinque anni e mezzo e scomparve da Villa Potenza senza lasciare traccia. Giorgia ha più volte sottolineato come la sua famiglia fu lasciata sola e come Sergio potrebbe essere ancora vivo (leggi l’articolo). Ancora oggi di lui non si hanno notizie. In tutti questi anni la sua famiglia non è rimasta con le mani in mano e in particolare il padre Eraldo ha percorso diverse strade che non l’hanno però mai portato a riabbracciare suo figlio.
Nei giorni scorsi, tra l’altro, Giorgia ha rappresentato le Marche al convegno nazionale “A.A.A. scomparsi, assenza, angoscia, attesa, diamo voce al silenzio”, a cui ha fatto seguito un seminario di formazione, promosso dall’associazione territoriale Penelope Piemonte, presieduta da Caterina Migliazza Catalano, mamma dello scomparso Fabrizio Catalano, che nei giorni scorsi a Collegno in provincia di Torino ha visto presenti i familiari ed amici di persone scomparse nel nostro paese. Proprio in quella occasione, Giorgia ha ricordato il dramma personale della scomparsa di suo fratello Sergio evidenziandone le lacune fatte dalle forze dell’ordine per la ricerca e lo stato di abbandono da parte delle Istituzioni.
Una significativa occasione nazionale per affrontare più da vicino il triste fenomeno delle scomparse sempre più diffuso nel nostro paese, con un preciso obiettivo: rompere il silenzio che avvolge le famiglie che si trovano a vivere questo dramma e che affrontano l’angoscia e l’attesa spesso in solitudine. La Presidente nazionale Elisa Pozza Tasca ha fatto il punto della situazione sul fenomeno fornendo dati e numeri (dal 1974 al 31 dicembre 2010 sono da ricercare 24.176 persone di cui 9.000 sono minorenni) e le azioni intraprese, tra le quali, la battaglia per l’approvazione del testo di legge che per tre legislature è stato riproposto e portato avanti con fermezza dall’associazione e che finalmente il 27 luglio scorso è stato approvato in sede deliberante alla Commissione Affari Costituzionali del Senato e che ora attende il passaggio alla Camera.
La Presidente delle Marche Giorgia Isidori si è, inoltre, soffermata sulle scomparse che hanno colpito ultimamente il suo territorio tra le quali la minorenne Cameyi Mosammet scomparsa ad Ancona il 29 maggio dello scorso anno a cui l’associazione sta fornendo assistenza legale alla famiglia, gli anziani Saverio Simonetti scomparso da Penna S. Giovanni, il 22 agosto dello scorso anno, e l’ascolano Vittorio Ciotti scomparso il 28 gennaio scorso a cui tutt’oggi ancora si attende di conoscere la sorte di queste persone. Fortunatamente da questo elenco, di cui hanno fatto parte per 3 lunghissimi giorni, Abibe e Alessia possono essere cancellate.
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