La sortita di Antonio Recchioni sulla presunta cessione del marchio Popsophia a un Comune dell’anconetano (leggi l’articolo) ha suscitato l’immediata reazione del vicepresidente dell’associazione Popsophia Vando Scheggia che, nelle vesti di avvocato, chiede conto a Recchioni delle sue dichiarazioni e preannuncia azioni legali.
“Sulla stampa è apparsa l’ennesima esternazione del signor Antonio Recchioni: questa volta la notizia è che il marchio Popsophia sarebbe stato ceduto (dal legittimo proprietario prof. Evio Hermas Ercoli) ad un comune della provincia di Ancona. Le precedenti esternazioni” afferma l’avvocato Scheggia “consistevano in opinioni personali sulla realizzazione del festival alle quali non si è ritenuto di replicare trattandosi di pura polemica politica. Stavolta il signor Recchioni non ha espresso una opinione ma ha dato una notizia falsa che va immediatamente smentita in quanto la polemica politica non può arrivare alla propalazione di notizie false.
La smentita è oltremodo doverosa perché sta già provocando gravi danni che rischiano di diventare irreparabili in quanto i soggetti economici culturali e istituzionali che hanno sostenuto il festival e che stanno già lavorando per la nuova edizione sono rimasti profondamente sconcertati dalla notizia e stanno chiedendo i doverosi ragguagli.
Stiamo cercando di contenere i danni che la sconsiderata iniziativa del signor Recchioni ci sta provocando. Per quelli già prodotti e per quelli derivanti dall’attività diffamatoria” conclude Scheggia “sarà chiamato a risponderne il responsabile”.
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…..E Recchioni pensava di poter gestire la “res publicae comunalis”?