Da Nazareno Agostini, Presidente del Gruppo Consiliare Prov. Macerata PDL-PPE, riceviamo:
La redazione del Piano scolastico provinciale costituisce un passaggio importante per il mondo della scuola, per l’intera comunità maceratese e non solo. Ma come più volte evidenziato, la Giunta provinciale manifesta una lentezza ed una serie di carenze di idee e di azioni che stanno provocando diffusi malcontenti. Come ex assessore all’Istruzione ed operatore della scuola, pongo alcuni interrogativi in modo costruttivo, che possano servire a far riflettere coloro che sono chiamati a dare il loro apporto.
Così come è stato avviato l’iter, come puòla Giuntapensare di riuscire a formare un Piano provinciale, vale a dire un programma complesso, che deve tener conto delle esigenze e delle vocazioni di territori diversificati?
Come può evitare la creazione di doppioni all’interno dei tre ambiti provinciali (costa, collina, montagna) e venire incontro alle legittime aspettative dei giovani, delle famiglie e delle imprese, solo attendendo da dietro la scrivania, negli uffici di Macerata, di ricevere le proposte dai comuni e dalle scuole?
Come può pretendere che i singoli consigli d’istituto, su proposta dei collegi docenti, individuino le scelte migliori, necessarie a sostenere lo sviluppo della comunità provinciale, senza il condizionamento di altri tipi di interessi (per esempio le sedi di lavoro del personale scolastico eventualmente da razionalizzare)?
Come può pretendere che i singoli comuni siano in grado da soli di proporre riorganizzazioni, accorpamenti di scuole, chiusura di plessi (le scuole dell’obbligo debbono fondersi in istituti comprensivi di almeno 1000 studenti e 500 per le zone montane), eliminazioni delle proprie pluriclassi, se non aiutati e sostenuti all’interno di un progetto di area vasta?
Ma ancor più in generale, di quali profili formativi hanno bisogno le nostre aziende e quali settori economici possono essere aiutati ad uscire dalla crisi con nuove forze giovani formate nella scuola maceratese?
Come innestare l’istruzione alla formazione professionale, l’alta formazione non accademica e i corsi di laurea delle due università di riferimento?
Come pensa la Giuntadi avviare la riorganizzazione degli istituti professionali, l’accorpamento di indirizzi di studio simili, anche in relazione alla razionalizzazione dell’uso degli edifici scolastici provinciali (a solo esempio cito l’ex Pannaggi), sela Provinciastessa non lo rende noto?
Eppure la Provincia ha i suoi tre Centri per l’Impiego che sono delle vere e proprie antenne sul territorio, capaci di leggere ciò che quotidianamente accade, della richiesta all’offerta di lavoro. È evidente quindi il ruolo proprio della Provincia, la visione territoriale complessiva e unitaria che l’ente deve saper esprimere, allontanando liti e contrapposizioni fra territori che invece devono saper dialogare con le loro specificità.
In conclusione, vista la vastità del problema e la superficialità con cui la Giunta ha affrontato la programmazione, propongo di sospendere tutto (la Regione non esaminerà il piano prima di Natale), ricominciare da capo, fissare da parte della Provincia innanzitutto le linee di indirizzo per il territorio e poi, attraverso un fitto e faticoso programma di incontri con tutti i soggetti coinvolti, costruire il piano insieme anche alle associazioni delle famiglie e delle imprese, alle istituzioni economiche, oltre che ai Comuni e alle scuole.
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…fosse solo sul piano scolastico! :p
Faccio anch’io una proposta veramente costruttiva:
Mandiamo a casa la Gelmini che sta uccidendo la scuola !!!!
Un popolo ignorante facilita di molto i governanti. Questo è il disegno politico dei tagli continui. E non è appartenenza partitica che fa dire questo. E’ la considerazione di quanto accade nella scuola vista da un genitore.
Mandiamo la Gelmini, nel tunne, con i neutrini, forse impara qualcosa….