La ricetta del Pd Civitanova: “Pane e cultura”

Partecipato incontro al teatro Cecchetti. Berdini: "Voci dicono che Popsophia sia stata promessa un Comune di Ancona"

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conferenza-stampa-P.-D.-teatro-cecchetti-2-300x199di Laura Boccanera

Far ripartire una progettazione culturale della città, partendo dalla riscoperta delle tradizioni e dei personaggi civitanovesi, strutturando l’offerta sulla base delle tante associazioni presenti. Questa la ricetta per la cultura a Civitanova che è stata discussa nel corso di un incontro dal titolo “Pane e cultura” che apre una serie di appuntamenti dedicati alla città. All’incontro al quale hanno partecipato anche l’assessore alla cultura regionale Pietro Marcolini, Giulio Silenzi e Rosetta Martellini si è cercato di capire le motivazioni per le quali Civitanova è considerata la città più ignorante delle Marche con il minor numero di laureati e diplomati. “Questa città è ricca di cultura, di gente capace, di intellettuali, occorre però una programmazione lungimirante e strutturale, di 365 giorni che metta in luce gli aspetti caratteristici, che riscopra i personaggi dimenticati e non solo spettacolo o intrattenimento. – dice Silenzi – E’ grave ad esempio che la città di Cecchetti non abbia neanche fatto domanda per il liceo coreutico, è grave che si taglino 30mila euro per la Biblioteca comunale che è frequentatissima, è grave che ad oggi ancora non sappiamo quanto sia costata Popsophia”. Intenso e sentito l’intervento di Rosetta Martellini, attrice e operatrice culturale che nel suo discorso ha spaziato dalla situazione nazionale: “gli operatori dello spettacolo sono precari, non hanno ammortizzatori sociali e sono visti come parassiti della società, lavoratori inutili – ha detto – invece siamo anche noi dei lavoratori, sul censimento non c’è neanche una voce destinata a noi, siamo accomunati agli operatori con alta specializzazione come medici e avvocati”, fino ad arrivare ad una sorta di lista dei pro e contro sullo stato della cultura a Civitanova: “non mi piace che venga fatta una manifestazione dedicata a Miss Padania e che venga concesso il suolo pubblico, non mi piace che venga mistificato il significato delle parole quando si dice che ad un evento hanno preso parte 100mila persone, scambiando la qualità con la quantità, non mi piace quando si presenta un appuntamento di spettacolo come qualcosa di grandioso come “festival internazionale di arte vivente” e poi si scopre che la realtà è inferiore alle aspettative. Non mi piace che si diano numeri come “vendute 1500 frittelle” e non si conteggino le emozioni e le risate di un evento. Non mi piace che strutture regionali come Il teatro stabile delle Marche di marchigiano abbia solo il nome perchè poi è anconacentrico”. Critiche e perplessità sul format del recente festival Popsophia sono state avanzate da Antonio Recchioni che nel corso del dibattito ha lamentato la “mancanza di trasparenza sul bilancio della manifestazione e – ha riferito – voci dicono che sia stato già venduto ad un Comune in provincia di Ancona”.

(foto Vives)



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