Morto il costruttore Domenico Intermesoli
MACERATA - Aveva 91 anni, si è spento a casa dopo un malore. Tante le operazioni immobiliari di cui è stato protagonista: dalla lottizzazione di Via Trento al Polo di Vallebona. Lascia due figli, 5 mesi fa aveva perso la moglie, Rosanna Antognozzi. Il funerale domani pomeriggio

Domenico Intermesoli e alcune delle operazioni più importanti: ex Monachette, via Trento, ex Inam e Polo Vallebona
di Gianluca Ginella
Morto a 91 anni il costruttore Domenico Intermesoli. Si è spento questa notte dopo aver accusato un malore mentre si trovava nella sua casa, a Macerata. Nato a Città Sant’Angelo, in provincia di Pescara, negli anni Sessanta si è trasferito nel capoluogo per lavorare alla filiale della ditta Forese autotrasporti. Il funerale domani pomeriggio.
È stato probabilmente il costruttore più noto di Macerata, Domenico Intermesoli, morto nella notte dopo essersi sentito male a casa. Veniva dalla provincia di Pescara, da Città Sant’Antelo, ed era arrivato nel capoluogo negli anni Sessanta per lavorare alla ditta Forese autotrasporti. In seguito ha deciso di intraprendere una sua attività di costruttore.
Via via nel corso degli anni è stato protagonista di molte importanti operazioni immobiliari. Tra queste la Lottizzazione di via Trento, l’operazione del convento delle ex Monachette in via Armaroli, l’ex Inam, il polo di Vallebona al quartiere delle Vergini dove oggi sorge una importante sede dell’Università di Macerata, la variante Salesiani dove ora c’è la Coop. In centro storico era proprietario anche dell’hotel Claudiani, oggi diventato uno studentato. Nonostante l’età avanzasse Intermesoli ha continuato ad essere sempre attivo. Cinque mesi fa, ad aprile, ha perso la moglie, Rosanna Antognozzi, storica commerciante. Il costruttore lascia due figli: Andrea e Stefano.
Il funerale è già stato fissato: si svolgerà domani alle 15 nella chiesa di San Francesco, sarà curato dal Centro funerario di Macerata.
(Ultimo aggiornamento alle 16,25)
Aveva fatto la sua strada con tenacia ed invenzione, usando i numeri, non seguendoli. Curato e distinto, affabile e intuitivo. Negli affari sapeva tessere con ingegno e interloquire con diplomazia, ma quando c’era da puntare all’obiettivo, ecco la durezza il pragmatismo l’utilità. Coltivava sentimenti e affetti, aveva un rispetto antico per intellettuali e artisti. A metà degli anni ’90 partecipò ad un interessante progetto di rilancio di un quotidiano nazionale, che poi non trovò la luce. La politica era un riferimento istituzionale necessario; talora diveniva un mondo attrattivo seppure diverso e distante in cui sperimentare qualche incursione e simpatia: più un’avventura che una convenienza… Una sua certa tendenza ad accentrare ha forse limitato opportunità e sviluppi. Se ne va un imprenditore, un uomo di visione e di decisione.
Condoglianze vivissime alla famiglia.