Volano a Tokyo e si sposano,
90 invitati lo scoprono alla festa:
«Vedere le loro facce è stato bellissimo»

LA STORIA - Il sì in Giappone di Alice Colasante e Giulio Carassai, entrambi di Civitanova Alta. Sabato scorso la cerimonia in Italia dove amici e parenti hanno appreso da un video che la coppia aveva già ufficializzato legalmente l'unione quattro mesi prima. «Lo sapevano solo i nostri testimoni e gli amici più stretti che ci hanno aiutato a compiere l'impresa»

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Alice Colasante e Giulio Carassai nel giorno del loro matrimonio in Giappone

di Adele Valenti

La proposta a Osaka, il sì in Comune a Tokyo e poi mesi di silenzio fino alla sorpresa davanti a 90 invitati. Alice Colasante, 32 anni, e Giulio Carassai, 29, entrambi cresciuti a Civitanova Alta e tuttora residenti nella città alta, hanno scelto un modo decisamente fuori dagli schemi per sposarsi: il primo maggio si sono uniti legalmente in matrimonio a Tokyo, mantenendo il segreto fino alla festa celebrata lo scorso 19 settembre a Villa Nicolai, a Centobuchi di Monteprandone.

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Una storia che intreccia le loro radici marchigiane con una passione comune per il Giappone, i manga, gli anime e la cultura pop. «Dopo la proposta la mia era solamente un’idea, non sapevo nemmeno se fosse possibile farlo», confida la sposa. L’idea di sposarsi in Giappone, infatti, è maturata poco alla volta. La proposta di matrimonio era arrivata nell’agosto del 2025, durante un viaggio in Giappone, a Osaka, sul celebre Umeda Sky Building.

Poi, a dicembre, Alice era andata a scegliere il suo abito e il progetto iniziale sembrava completamente diverso. «L’idea era far venire il sindaco a Villa Nicolai. Poi, tra gennaio e febbraio, ho iniziato a pensare al Giappone. Ho fatto tantissime ricerche e ho scritto anche all’Ambasciata italiana a Tokyo per sapere se fosse possibile sposarsi lì». La risposta ha aperto la strada a un progetto che, per quanto affascinante, si è rivelato tutt’altro che semplice dal punto di vista burocratico. La coppia ha scelto il quartiere di Minato, a Tokyo, anche perché offriva tempi più brevi per completare la procedura.

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«Siamo partiti il 26 aprile e il 29 abbiamo avuto l’appuntamento in Ambasciata per portare tutti i documenti che avevamo ottenuto in Italia. Prima ci hanno rilasciato il nulla osta al matrimonio, poi il primo maggio siamo andati in Comune a Tokyo». A rendere ancora più particolare quella giornata c’era anche un amico della coppia, che vive in Giappone e che ha potuto essere con loro per fare da interprete. A conoscere il segreto, però, erano in pochissimi. «Solo i nostri testimoni lo sapevano, anche se non era obbligatorio che fossero presenti in Giappone perché avevano firmato prima per noi, e qualche amico stretto. Su 90 invitati lo sapevano circa dieci persone, quelle che durante i mesi precedenti ci avevano dato il supporto necessario».

Il primo maggio Alice e Giulio hanno quindi pronunciato il loro sì davanti alle autorità giapponesi e hanno completato anche la tradizionale vestizione matrimoniale: Alice ha indossato l’iro-uchikake, mentre Giulio ha scelto il montsuki hakama. «Per noi il Giappone è sempre stato una passione condivisa e Tokyo è una città nella quale ci piacerebbe anche trasferirci tra qualche anno. È una parte importante del nostro percorso».

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La cerimonia in Italia

Una passione nata e cresciuta anche attraverso il mondo dei manga e degli anime. Alice, in particolare, ha lavorato per dieci anni alla Mega Comics di Civitanova, libreria specializzata in fumetti. Ed è proprio lì che i due si sono conosciuti. Il matrimonio in Giappone, però, non era affatto una formalità. La coppia ha dovuto preparare una lunga serie di documenti prima della partenza e affrontare poi ulteriori passaggi direttamente a Tokyo. «Sposarsi legalmente in Giappone è stato tutt’altro che semplice. Abbiamo dovuto affrontare una procedura burocratica piuttosto complessa, sia prima qui in Italia sia dopo a Tokyo. Abbiamo dovuto compilare anche moduli in giapponese e occuparci di tutta la documentazione necessaria. Bastava un piccolo errore o una dimenticanza e poteva saltare tutto». Il matrimonio celebrato il primo maggio, inoltre, è rimasto per mesi in una sorta di limbo burocratico. I certificati sono arrivati all’Ambasciata italiana soltanto all’inizio di agosto, dopo essere stati legalizzati dal Ministero degli Esteri giapponese. A quel punto Alice e Giulio sono andati immediatamente in Comune a Civitanova per completare la trascrizione.

«Dopo mesi di ansie, il matrimonio è stato trascritto a Civitanova soltanto ad agosto, quando finalmente sono arrivati i certificati spediti dall’Ambasciata italiana a Tokyo». Per Alice, però, tutta quella fatica era parte del sogno. «Nonostante le difficoltà, per me era qualcosa che volevo realizzare. Non trovavo informazioni perché probabilmente questa follia l’abbiamo fatta solo noi e persino in Comune a Tokyo sembravano molto perplessi. Ma niente e nessuno mi avrebbe mai fatto rinunciare a questo sogno». Così, mentre il matrimonio era già stato celebrato dall’altra parte del mondo, per quasi tutti i familiari e gli amici la grande festa era ancora da vivere. L’appuntamento era fissato per il 19 settembre a Villa Nicolai, a Centobuchi di Monteprandone. La coppia ha organizzato una cerimonia simbolica nel bosco, con una loro amica. Tutto sembrava procedere come una normale celebrazione, fino al momento delle firme. «Abbiamo letto le nostre promesse e, quando è arrivato il momento delle firme, la mia amica ha detto che non avremmo firmato. Sullo schermo della tv è partito il video con le immagini che avevo girato a Tokyo. Le persone si sono guardate perché pensavano fosse uno scherzo». E invece non lo era. Il video raccontava quello che era accaduto mesi prima, mostrando Alice e Giulio già marito e moglie.

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«Vedere le loro facce sorprese è stato bellissimo – dice Alice -. Quasi nessuno degli invitati ne era a conoscenza e scoprire proprio durante la cerimonia che eravamo già sposati ha reso quel momento ancora più emozionante e allo stesso tempo divertente per noi». Un segreto custodito con grande attenzione. Tra i familiari, anche i genitori hanno saputo la verità soltanto in momenti diversi. «A mio padre l’ho detto molto dopo – confida Alice -, quando finalmente avevo i documenti perché non arrivavano mai. I genitori di Giulio, invece, non lo sapevano».

La festa del 19 settembre ha avuto anche un altro elemento particolare. Alice ha indossato un abito chiamato “Il Pavone”, realizzato dallo stilista fermano Emiliano Bengasi, con il quale sarà tra le protagoniste della terza edizione della web serie Ti Vesto e Ti Sposi, in uscita a ottobre su YouTube e alla quale sarà dedicata un’intera puntata. E anche la festa ha seguito il filo delle passioni della coppia. Per l’inizio del video del matrimonio Alice e Giulio si sono vestiti come i protagonisti di Ritorno al Futuro, mentre per le fedi hanno scelto un riferimento al mondo fantasy che amano: un artigiano orafo di Civitanova ha realizzato per entrambi la riproduzione dell’Unico Anello della saga de Il Signore degli Anelli.

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L’abito di Alice

Un matrimonio cominciato a Civitanova Alta, celebrato legalmente a Tokyo e infine raccontato davanti ad amici e parenti nelle Marche. Un percorso che, per Alice e Giulio, tiene insieme il luogo da cui provengono e quello che da anni rappresenta una delle loro passioni più grandi. Oggi Alice sta per aprire un negozio online dedicato a oggetti da collezione provenienti dal Giappone, mentre Giulio lavora come operaio alla Eurosuole. E il Giappone, dopo essere stato lo scenario del loro matrimonio segreto, potrebbe diventare un giorno anche il luogo in cui iniziare un nuovo capitolo della loro vita: «Abbiamo scelto Tokyo per sposarci perché è una città in cui ci piacerebbe trasferirci fra qualche anno».


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