
Le immagini del fiume Chienti tra Morrovalle, Montecosaro e Civitanova
Fiumi ingrossati in provincia a causa delle piogge, le immagini del Chienti mostrano come l’acqua in certi tratti abbia anche raggiunto la vegetazione che si trova lungo l’argine. Le forti e continue piogge di questi giorni hanno fatto sì che i corsi d’acqua si ingrossassero nel Maceratese.

Trodica, fiume Chienti
Questo pomeriggio le immagini del fiume Chienti a Montecosaro, a Civitanova, mostrano come il fiume si sia ingrossato sino ad aumentare di diversi centimetri rispetto al consueto e ad allargarsi verso le sponde dove si trovano i terreni. Oggi e domani è allerta gialla nelle Marche, nella zona sud, per frane e piene dei corsi d’acqua minori. In particolare l’allerta va da Civitanova a scendere verso San Benedetto. Tra i comuni Macerata, Tolentino, Camerino, Corridonia.
(Foto di Alessandro Panichelli)






Oggi il Chienti è il Tenna sembravano il rio delle amazzoni e parana
Se non è stato ripulito ci pensa da solo !!!
Per fortuna che hanno pulito i letti dei fiumi!
Più che altro fiumi pieni de zozzo
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Il cd “effetto tappo” è un fenomeno idraulico critico che si verifica quando il recapito finale di un corso d’acqua — il mare o un collettore maggiore — presenta un livello superiore a quello del fiume che vi confluisce. In Italia, questo accade spesso durante le forti mareggiate o a causa dell’innalzamento del livello medio marino. Quando il mare “preme” contro la foce, l’acqua fluviale non trova sfogo e subisce un rallentamento drastico della velocità di deflusso. L’energia cinetica della corrente si trasforma in energia potenziale, causando un rigurgito che risale la corrente verso monte. Questo innalzamento del pelo libero dell’acqua può propagarsi per chilometri, saturando la capacità d’invaso dell’alveo ben prima che arrivi il picco di piena meteorica. In tali condizioni, anche una pioggia non eccezionale può portare al superamento del tetto degli argini, poiché la sezione idraulica è già occupata dall’acqua “ristagnante”. Questo significa che il calcolo delle portate deve considerare la foce come una condizione al contorno variabile, cioè non statica, rendendo necessari sistemi di pompaggio o idrovore per forzare il deflusso nelle aree a scarsa pendenza (come la pianura Padana).