«Controllo ossessivo, prelievo di soldi
e minacce di pubblicare video intimi»
Un 30enne a giudizio per maltrattamenti

CIVITANOVA - Contestati anche una videochiamata in cui ha mostrato una pistola, e aggressioni fisiche. Il giovane era sotto accusa davanti al gup del tribunale di Macerata

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stalking violenza sessuale

di Alessandro Luzi

Minaccia la compagna di pubblicare video intimi di lei, la minaccia dicendole “Ti sparo”, le mostra una pistola durante una videochiamata, si fa dare il pin della Poste pay e preleva 8mila euro. Queste in sintesi le accuse per un 30enne campano imputato per maltrattamenti e violazione degli obblighi dell’assistenza familiare. Il gup Giovanni Manzoni ha rinviato l’uomo a giudizio.

I fatti contestati dall’accusa, sostenuta dal pm Stefania Ciccioli, sarebbero avvenuti a partire da maggio 2023 a Civitanova e in Campania.

Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe controllato la compagna, una civitanovese, in maniera ossessiva, tanto che la donna era stata costretta a non uscire più di casa. altra contestazione: si sarebbe fatto consegnare il pin della Poste Pay, che era a lei unicamente in uso, dalla quale avrebbe prelevato 8mila euro.

A giugno 2024 il 30enne l’avrebbe minacciata di morte facendo il gesto della pistola con la mano. In più occasioni l’avrebbe picchiata con schiaffi, calci e pugni (anche, dice l’accusa, quando lei teneva in braccio il figlio piccolo).

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L’avvocato Giada Micucci

L’accusa parla anche di minacce alla donna con frasi del tipo «ti sparo», «ti scanno come un capretto, e «poi te faccio vedè se non te accoltello, io e te finiamo male».

Altro episodio contestato risale al 27 giugno 2024. Quel giorno, prosegue l’accusa, durante un litigio, il giovane avrebbe minacciato di morte la compagna. La donna aveva lasciare l’abitazione dove vive con il compagno per tornare a Civitanova.

In un’altra occasione il 30enne avrebbe minacciato la donna di diffondere online o pubblicare sui social i video intimi di lei.

Ultimo episodio contestato dall’accusa risale al 3 gennaio scorso. Quella volta durante una videochiamata per far vedere il figlio al padre, lui avrebbe iniziato a far girare un proiettile vero in bocca e avrebbe mostrato una pistola. La donna era stata costretta a lasciare la casa e tornare a Civitanova.

A difendere l’imputato l’avvocato Michele Russo. La donna si è costituita parte civile ed è tutelata dal legale Giada Micucci. Il processo si aprirà il 2 ottobre davanti al giudice Domenico Potetti.

*A tutela della persona offesa il nome dell’imputato non viene indicato



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