«Un bagno pubblico vicino al museo?
Scelta di cattivo gusto,
quel luogo è sacro»

MATELICA - Ivano Tacconi, consigliere comunale a Macerata per 36 anni, è di origini matelicesi: a Braccano aveva realizzato un murales in onore di Enrico Mattei e del gruppo scout che aveva fondato. Ora critica la scelta della localizzazione della struttura fatta dall'amministrazione: «Comprendo la necessità, ma si poteva fare altrove: magari vicino al parcheggio»

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Una cerimonia al Museo della Resistenza. Il bagno sorgerebbe sopra al grande tombino di cemento circolare

di Monia Orazi

Bagno pubblico vicino al Museo della Resistenza di Braccano, Ivano Tacconi spiega: «Chiedo all’amministrazione di ripensarci, senza fretta, e di trovare una localizzazione diversa». È un appello deciso ma privo di polemica quello che Ivano Tacconi, consigliere comunale a Macerata per 36 anni ma di origini matelicesi, rivolge al sindaco Denis Cingolani riguardo alla costruzione di un bagno pubblico nei pressi del museo.

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Ivano Tacconi

Tacconi ha scoperto i lavori domenica scorsa, partecipando in qualità di socio all’assemblea Anpi. La struttura sorgerebbe a circa un metro dalle scale che conducono al museo, a poche decine di centimetri dal murales raffigurante Enrico Mattei e i protagonisti della Resistenza locale, e a una ventina di metri dal monumento dedicato a don Enrico Pocognoni, fucilato dai nazifascisti il 24 marzo 1944. «Comprendo la necessità di avere dei servizi igienici e capisco il risparmio che ha portato alla scelta – spiega Tacconi – il comitato ha chiesto il bagno per l’afflusso turistico richiamato dai murales e la scelta di quella localizzazione potrebbe avere una sua logica. Ma quel luogo è sacro. Era una scuola rurale dove generazioni di persone, grazie alle scuole serali, hanno conseguito la quinta elementare riuscendo a dare una svolta alla propria vita. Poi è stato valorizzato con il museo. Costruire un bagno pubblico proprio lì è di cattivo gusto».

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Il murales voluto da Ivano Tacconi

L’ex consigliere maceratese ha un legame personale con quel posto e con quell’epoca: da giovane conobbe Enrico Mattei, al quale ha reso omaggio con il murales realizzato a proprie spese, che raffigura le Aquile Randagie, il gruppo scout da lui fondato nel 1948. La sua non è una critica all’operato dell’amministrazione. «Il sindaco Cingolani sta governando bene e sono certo che abbia ascoltato i tecnici – precisa – ma da ex amministratore so che si possono compiere scelte diverse. Si può attendere il tempo necessario, trovare altri fondi coinvolgendo associazioni come Il Vallato o privati, e individuare una collocazione alternativa, magari nell’area del vicino parcheggio pubblico. Non voglio fare polemica: tendo una mano e chiedo semplicemente di ripensarci per il rispetto della memoria di quei luoghi».



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