Di Gino Bove
«Il 16 marzo tutti sapevano che si buttava il sangue e se non lo sapevano è ancora peggio». Le opposizioni in Regione attaccano duro e chiedono formalmente l’istituzione di una commissione di inchiesta urgente, che dovrà poi essere approvata dal Consiglio. Secondo tutte le forze di minoranza, la vicenda delle sacche di plasma finite nei rifiuti, circa 300 da 250 grammi l’una, e la gestione del Dipartimento regionale di medicina trasfusionale (Dirmt) evidenziano una criticità sistemica.
Valeria Mancinelli, capogruppo Pd, richiama il Consiglio alla responsabilità, sottolineando che serve un voto chiaro e che non si può rischiare che la maggioranza eviti la decisione sull’istituzione della commissione. La capogruppo osserva che quello a cui si assiste non è un episodio casuale: «Questa vicenda segna una crisi di sistema, come un edificio in cui si vedono le crepe. Così come abbiamo denunciato per i pronto soccorso, qui emerge una disfunzione evidente, e sembra che nessuno governi la situazione». Mancinelli aggiunge che «le responsabilità politiche sono evidenti e non possono essere scaricate solo sul personale tecnico. Per capire le cause e le eventuali colpe gestionali e politiche, abbiamo chiesto la costituzione di una commissione di inchiesta. Quella già annunciata dalla giunta non basta, si tratta di una riunione di lavoro che forse andava fatta prima. Presenteremo la proposta formale e, alla luce dei risultati, valuteremo tutte le iniziative».
Da regolamento, almeno un terzo dei consiglieri può richiedere la commissione, che sarà composta con rappresentanza proporzionale di tutti i gruppi consiliari. La richiesta sarà votata dal consiglio entro un mese; lo stesso regolamento prevede il termine entro il quale la commissione dovrà fornire le risposte. A quel punto saranno ricostruiti vicenda e cause, parallelamente al lavoro della magistratura penale e contabile. Al momento, nessuno chiede dimissioni: ogni decisione dipenderà dagli esiti dell’indagine.

Michele Caporossi, ex dg dell’Azienda Ospedaliera Universitaria, oggi consigliere per Progetto Marche Vive
Secondo la cronistoria affidata ad Antonio Mastrovincenzo, le tappe principali partono dal 2023, quando Giuseppina Siracusa, precedente direttrice del dipartimento, segnalava criticità di personale e chiedeva un incontro all’allora assessore alla sanità Filippo Saltamartini, rimasto inascoltato. Nel 2024 il Pd denunciava il calo dell’organico da 10 a 7 unità, sollecitando interventi urgenti, mentre a inizio 2025 il gruppo di lavoro evidenziava che la dotazione prevista di 10 unità era insufficiente. Mauro Montanari, direttore del Dirmt, chiedeva un potenziamento della struttura. Tre mail del 16, 20 e 28 febbraio scorsi segnalavano ritardi e spedizioni annullate per saturazione dei congelatori, mentre la comunicazione del 27 febbraio di Antonio Draisci, direttore del Dipartimento regionale Salute, sottolineava di non diminuire la raccolta di sangue «per evitare risvolti mediatici».
L’Azienda Ospedaliera Universitaria, ricostruisce Mastrovincenzo, è intervenuta con mobilità interna il 3 marzo, coprendo un’altra maternità nel dipartimento, e con un’assunzione a tempo indeterminato il 16 marzo. «Le sacche, però, erano già state eliminate dall’11 marzo – continua Mastrovincenzo – date che verificheremo tramite accesso agli atti. L’organico è stato integrato da 4 tecnici Ast, che hanno lavorato solo parzialmente nel dipartimento. Il personale aggiuntivo, temporaneo e non a tempo pieno, è arrivato solo dopo il 16 marzo». Mastrovincenzo ricorda anche che «le 300 sacche sono il numero riportato dall’assessore Calcinaro, ma altre 1.300 non sono state lavorate e risultano inutilizzabili anche per la ricerca», e che «il Piano integrato attività organizzazione dell’Azienda ospedaliera, già a gennaio 2026, non prevedeva assunzioni a tempo indeterminato di tecnici di laboratorio».
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Lo dico sempre : sto paese nessuno è responsabile, è un scarica barile verso ignoti.. intanto prendono stipendi d'oro.. W l'Italia dei cachi..
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