
Il taglio del nastro
Dopo 10 anni di attesa e di ferite ancora aperte nel tessuto urbano e sociale, la comunità di Apiro ha vissuto un momento di storica riconciliazione con la propria identità. Con la riapertura ufficiale della Collegiata di Sant’Urbano, il “Campanone” è tornato a far sentire la sua voce su piazza Baldini, segnando simbolicamente la fine di un lungo esilio e l’inizio di una nuova stagione di speranza.

La cerimonia, tenutasi sabato, ha visto la partecipazione di figure di altissimo rilievo istituzionale, a testimonianza dell’importanza che il recupero di questo scrigno barocco riveste per l’intera regione. Ad officiare il rito di benedizione delle porte è stato l’arcivescovo Francesco Massara, accompagnato dal commissario per la ricostruzione sisma Guido Castelli e le autorità locali e limitrofe. Ad accoglierli, il sindaco di Apiro Ubaldo Scuppa, visibilmente commosso nel restituire ai propri concittadini il luogo che più di ogni altro definisce l’anima del borgo.
Chiusa all’indomani del sisma del 2016, la Collegiata, struttura seicentesca voluta da Giacomo Baldini e progettato dall’architetto Antonio Sinibaldi, è stata oggetto di un complesso intervento di restauro che ha interessato la cupola ottagonale, il campanile e la facciata. «Non abbiamo semplicemente inaugurato un cantiere concluso – sottolinea Scuppa – ma abbiamo riaperto la casa di tutti gli apirani. Vedere la chiesa gremita e ascoltare i canti dei bambini del catechismo tra queste navate ci riempie di un orgoglio profondo: è la dimostrazione che la nostra comunità è più forte della polvere e delle macerie. Restituire Sant’Urbano significa restituire dignità al nostro passato e certezze al nostro futuro».
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