Famiglie rimaste senza contributo,
Federconsumatori non ci sta:
«Il Comune non faccia distinzioni»

MACERATA - Longo, responsabile dell'associazione: «Pare che l'ente intenda risarcire esclusivamente i cosiddetti "nuovi" beneficiari, escludendo chi era già in possesso della carta negli anni precedenti». Critiche anche dal Terzo Polo: «Manca un piano strategico»

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Lorenzo Longo

Lorenzo Longo di Federconsumatori Macerata

Continua a far discutere il caso delle oltre cento famiglie che avevano diritto alla carta del Ministero “Dedicata a te”, con contributi da 500 euro per beni alimentari, ma che si sono visti recapitare in ritardo le missive e non hanno potuto accedere al beneficio nonostante ne avessero diritto. Un problema che ha portato l’amministrazione ad annunciare lo stanziamento di 59.500 euro per rimediare alla mancanza.

A intervenire è il responsabile di Federconsumatori Macerata, Lorenzo Longo. «È una criticità che rischia di escludere ingiustamente una parte dei cittadini coinvolti dal medesimo disservizio. Dalle comunicazioni intercorse con l’ente, parrebbe che il Comune intenda risarcire esclusivamente i cosiddetti “nuovi” beneficiari, escludendo chi era già in possesso della carta negli anni precedenti. La motivazione addotta è che i “vecchi” beneficiari avrebbero dovuto consultare autonomamente il sito web istituzionale».

Federconsumatori contesta questa impostazione per diversi motivi: «Sul portale del Comune era esplicitamente indicato che i già beneficiari “non devono fare nulla” in quanto la ricarica sarebbe avvenuta automaticamente. Tale comunicazione ha indotto i cittadini a non ritenere necessaria la consultazione di ulteriori elenchi, confidando nelle istruzioni fornite dall’Ente. Il Comune ha comunque deciso di inviare la comunicazione cartacea anche ai vecchi beneficiari – aggiunge Longo – tuttavia, nel caso di una nostra assistita, la raccomandata è stata recapitata il 26 gennaio 2026, ben oltre il termine di attivazione fissato al 16 dicembre 2025. Ricevere una notifica quando il diritto è già spirato configura un evidente pregiudizio informativo. Una volta ammesso il disservizio causato dalla ditta incaricata della spedizione, il danno subito dal cittadino è identico, sia esso un nuovo o un vecchio beneficiario. La mancata attivazione della carta deriva in entrambi i casi dal medesimo ritardo logistico ammesso dall’amministrazione». Allora l’associazione  chiede all’amministrazione «di superare questa distinzione tecnica e di garantire l’accesso al fondo di indennizzo a tutti i 119 nuclei familiari che, indipendentemente dalla loro precedente storia amministrativa, non hanno potuto utilizzare il contributo a causa del malfunzionamento del servizio di postalizzazione».

foto mattia orioli

Mattia Orioli del Terzo Polo

Dice la sua anche la lista Terzo Polo per Macerata che precisa di essere «al fianco di Gravina della Cisl Macerata–Civitanova nell’impegno relativo alle istanze sulla situazione occorsa alle famiglie e persone che non hanno potuto beneficiare della carta “Dedicata a te”. Riteniamo – scrivono gli esponenti della lista in una nota – che il Comune di Macerata certamente abbia subito un danno d’immagine ma anche di operatività e su questo siamo d’accordo, ma l’aspetto che invece ci preme voler sollevare è politico-strategico e riguarda la leggerezza con cui si sta affrontando un tema così importante e certamente difficile, quello del disagio sociale, in particolare in termini economici».

Il Terzo Polo fa riferimento all’attualità: «A causa di guerre e crisi energetiche, molte famiglie stanno sempre più scivolando verso la soglia di povertà. Gli indici dell’inflazione, oltre al caro prezzi, sono fattori che allarmano, e tutto ciò diviene terreno fertile per fragilità che spingono le persone a situazioni di abbandono, solitudine, e varie fragilità di ogni tipo, tra dipendenze, problematiche di salute e problemi economici. Certamente, sono fenomeni globali e nazionali e le risposte amministrative e le leve che si possono muovere sono limitate all’ambito di competenza spettanti, ma ciò che vogliamo ribadire è la mancanza di un piano strategico di previsione complessivo che manca alla città».

 

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