«Centro fiere e bilancio,
il silenzio del Comune sulle associazioni:
nessuna risposta ad Alfa»

MACERATA - I consiglieri pentastellati Roberto Spedaletti e Roberto Cherubini accendono i riflettori sulle mancate risposte a un gruppo locale che ha chiesto chiarimenti riguardo la concessione ad uso gratuito del Centro fiere; criteri, condizioni e modalità di utilizzo della struttura e questioni amministrative e procedurali sollevate»

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I consiglieri Roberto Spedaletti e Roberto Cherubini

Rapporto tra amministrazione comunale e associazionismo cittadino. Ad accendere i riflettori sul tema sono i consiglieri pentastellati Roberto Cherubini e Roberto Spedaletti che fanno riferimento, in particolare, all’associazione Alfa, Assemblea delle libere forme associative, organismo riconosciuto dallo Statuto comunale e rappresentativo di numerose realtà del territorio. I grillini denunciano infatti la mancanza di risposte da parte del Comune alle richieste formali presentate dall’associazione nell’ultimo anno. Al centro della vicenda, il futuro del Centro fiere di Villa Potenza e, più in generale, il tema della partecipazione delle associazioni ai processi decisionali dell’ente.

«A Macerata – scrivono i due consiglieri – c’è un organismo riconosciuto dallo Statuto comunale, l’associazione Alfa. Non è un comitato improvvisato, non è un gruppo estemporaneo: è un soggetto formalmente legittimato alla partecipazione e alla consultazione dell’amministrazione. Eppure, da un anno, riceve solo silenzio. Con una lettera protocollata il 6 febbraio 2026, indirizzata al sindaco, alla giunta e al consiglio comunale, Alfa denuncia la totale assenza di riscontro alle richieste formali inviate nel corso dell’ultimo anno, relative al Centro fiere di Villa Potenza».

Secondo i due, le richieste sono chiare: «Concessione ad uso gratuito del Centro fiere; criteri, condizioni e modalità di utilizzo della struttura; chiarimenti sulle questioni amministrative e procedurali sollevate. La risposta? Nessuna – scrivono Spedaletti e Cherubini -. Non una comunicazione formale, non un atto motivato, non un confronto istituzionale. Due anni senza consultazione sul Bilancio Il fatto più grave, però, riguarda la partecipazione democratica. Nella stessa lettera Alfa evidenzia che da due anni non viene più convocata alla consultazione sul Bilancio comunale, momento espressamente previsto dallo Statuto di Macerata Non si tratta di una cortesia politica. È una previsione statutaria. È uno strumento di trasparenza. È un passaggio di democrazia partecipativa. Escludere sistematicamente l’organismo che rappresenta le associazioni cittadine significa svuotare di significato lo Statuto comunale e ridurre la partecipazione a mera enunciazione di principio. Non è solo una questione politica, è una questione di Legge. La lettera richiama con precisione norme che ogni amministratore dovrebbe conoscere. Non rispondere a istanze formali protocollate non è una dimenticanza: è una violazione dei principi fondamentali di correttezza amministrativa».

E incalzano aggiungendo che «il punto politico è evidente: la maggioranza e il sindaco hanno scelto il silenzio come metodo di gestione del rapporto con le associazioni. Nessun confronto. Nessuna risposta formale. Nessuna motivazione. Nessun rispetto dei tempi. Il documento chiede, entro 15 giorni, chiarimenti puntuali: se il Centro fiere sarà concesso, a quali condizioni, quale ufficio sia competente, quali procedure seguire e perché Alfa non sia stata convocata per il Bilancio negli ultimi due anni. Quando si esclude l’organismo che rappresenta le associazioni, non si colpisce un soggetto astratto. Si colpiscono decine di realtà che operano nel sociale, nella cultura, nello sport, nel volontariato. Si colpisce la parte più viva della città. Il Centro fiere di Villa Potenza non è un bene privato dell’Amministrazione. È un bene pubblico. E la partecipazione delle associazioni non è una concessione discrezionale del Sindaco: è un diritto riconosciuto dallo Statuto. La sensazione è che la partecipazione venga tollerata solo quando è allineata, e ignorata quando pone domande. Ma la democrazia non funziona così. Ora l’amministrazione ha 15 giorni per dimostrare che lo Statuto comunale non è un orpello formale e che il rispetto delle associazioni non è solo uno slogan da campagna elettorale. Il tempo del silenzio è scaduto».



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