Anziana cade nella casa di riposo,
muore cinque mesi dopo:
coordinatrice rinviata a giudizio

PENNA SAN GIOVANNI - Oggi l'udienza preliminare al tribunale di Macerata. Imputata per omicidio colposo una 54enne di Corridonia. Il legale della donna, l'avvocato Sante Monti (in foto): «La mia assistita è estranea, svolgeva solo attività burocratiche e amministrative»

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Foto d’archivio

di Alessandro Luzi

Paziente cade dalle scale della casa di riposo e muore mesi dopo: coordinatrice della struttura finisce a processo (la difesa contesta che ricoprisse questo ruolo). Oggi si è svolta l’udienza preliminare per una 54enne residente a Corridonia, finita sotto accusa al tribunale di Macerata per omicidio colposo. Oggi il gup Francesca Preziosi ha rinviato a giudizio l’imputata.

I fatti contestati risalgono al 7 dicembre 2020, in piena pandemia. Alla casa di riposo Burocchi di Penna San Giovanni era ospite l’85enne Bruna Ercoli. L’anziana non camminava e stava in carrozzina. Quel pomeriggio è caduta da una rampa di scale con tutta al carrozzina. L’85enne è morta circa cinque mesi dopo dall’incidente, il 27 maggio 2021, nel presidio territoriale Cure intermedie di Montegiorgio. Per l’accusa, sostenuta dal pm Vincenzo Gramuglia, a causare la morte furono le lesioni al cranio e varie fratture riportate dopo la caduta.

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L’avvocato Sante Monti

In quel periodo, dice l’accusa, a coordinare la struttura c’era la 54enne che si sarebbe dovuta occupare di organizzare l’assistenza e il sostegno nella deambulazione degli ospiti della casa di riposo. L’accusa parla di omissioni dell’imputata nel fornire adeguate istruzioni operative agli assistenti a beneficio della paziente. Inoltre, prosegue l’accusa, l’imputata avrebbe omesso di formare gli assistenti, infermieri e oss che non sarebbero stati informati riguardo le istruzioni operative contenute nei tre manuali “Istruzioni operative mezzi di contenzione”, “Istruzione operative per prevenire il rischio cadute” e “Istruzioni operative per alzata, movimentazione e deambulazione assistita”.

A difendere l’imputata l’avvocato Sante Monti: «La mia assistita è totalmente estranea alle qualifiche contestate. Non era coordinatrice alla casa di riposo, svolgeva solo attività burocratica e amministrativa. Non aveva funzioni né tecniche né sanitarie e non aveva l’obbligo di consegnare i tre manuali alle oss».

Per la 54enne il processo si aprirà il 25 settembre. Per la morte dell’85enne è in corso un altro processo al tribunale di Macerata, dove sono sotto accusa una oss, un’operatrice socio assistenziale e un’infermiera.

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