
Roberto Cherubini e Roberto Spedaletti
Continua a far discutere la rimodulazione delle corse degli autobus di Apm decisa a novembre scorso ed entrata in vigore il primo febbraio. Dopo le polemiche degli utenti che si sono ritrovati con diverse corse in meno e altre accorpate, arriva anche l’ondata di critiche della minoranza.
A intervenire sono Roberto Spedaletti e Roberto Cherubini, consiglieri del Movimento 5 Stelle di Macerata. «Ridurre le linee di autobus non è una scelta tecnica neutra – dicono – è una scelta politica che racconta, senza alibi, l’assenza di una visione di città. Una città che taglia il trasporto pubblico rinuncia a governare il proprio futuro e condanna i cittadini a una dipendenza forzata dall’auto privata. Viviamo un momento storico delicatissimo. Le famiglie fanno sempre più fatica ad arrivare alla fine del mese, e l’auto privata rappresenta uno dei costi più pesanti: una vettura utilitaria, tra acquisto, carburante, assicurazione, manutenzione e svalutazione, può arrivare a costare circa 50 mila euro nell’arco di dieci anni».
Secondo i pentastellati si tratta di scelte sbagliate: «Davanti a questi numeri, è irresponsabile non investire con decisione in servizi di mobilità alternativa all’auto. Una città moderna dovrebbe muoversi nella direzione opposta a quella che stiamo vedendo oggi: meno traffico, più trasporto pubblico, più mobilità dolce, più integrazione tra i diversi mezzi. Efficientare il trasporto pubblico e quello privato, offrendo vere alternative all’uso dell’auto, non è un vezzo ideologico: è una necessità economica e sociale».
Poi fanno riferimento a un altro tema che «riguarda tutti, nessuno escluso: la salute. Una città soffocata dal traffico è una città che respira peggio. Le patologie respiratorie sono in forte crescita e il legame con l’inquinamento urbano è ormai evidente. Meno auto in circolazione significa aria più pulita, meno malattie, una migliore qualità della vita, soprattutto per bambini e anziani. Infine, c’è una questione di rispetto. Rispetto per quelle famiglie che pagano un abbonamento al servizio di trasporto pubblico e che, da un giorno all’altro, si vedono tagliare le linee, ridurre le corse, allungare i tempi di attesa. Non è accettabile chiedere fiducia ai cittadini e poi togliere loro i servizi essenziali. Questo è il vero mondo al contrario – concludono – amministrare una città parlando di futuro e sostenibilità, mentre nei fatti si smantella il trasporto pubblico e si spinge sempre più persone verso l’auto privata. Una città senza autobus non è più una città: è solo un insieme di strade intasate e di famiglie lasciate sole».
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Per disincentivare le persone a usare l’auto si tagliano le corse una cosa simile si commenta da sola. P.S. forse in certi orari sarebbero da usare autobus più piccoli ma dal sopprimere le corse ce ne passa o no?