
Cingoli
di Luca Patrassi
Erano abituati a guardarla dall’alto verso il basso, non per supponenza ma per una questione di altimetrie ed ora per Cingoli la beffa di vedere San Severino inserita – con l’emendamento Marche-Calabria della nuova legge sulla montagna – nei comuni montani mentre Cingoli esce di scena.
Se si vanno a guardare le misure si vede che Cingoli è a 631 metri sul livello del mare mentre San Severino è a 236. Ad uscire di scena dai comuni montani anche Treia con i suoi 342 metri di altitudine, Sant’Angelo in Pontano (473), Colmurano (414), Loro Piceno. L’emendamento ha indicato il raggiungimento del “gran premio della montagna” a 350 metri, una mediazione visto il più alto punto di partenza richiesto inizialmente per definirsi territorio di montagna. Non una roba ininfluente l’essere riconosciuto come territorio montano: ne discendono benefici economici, deroghe ai limiti previsti per esempio per la formazione delle classi e per l’autonomia scolastica, strutture sanitarie iniziando dall’ospedale che Cingoli ha avuto e mantenuto essendo classificato come area montana disagiata.

Leonardo Catena, consigliere regionale Pd
«La revisione dei criteri per il riconoscimento dei Comuni montani era necessaria e attesa da anni, ma non può essere raccontata come un successo pieno quando lascia fuori territori che hanno le stesse identiche caratteristiche di quelli inclusi» dice il consigliere regionale Leonardo Catena -. Rispetto all’elenco del 2021 alcuni Comuni vengono esclusi senza che sia cambiata la loro realtà geografica, sociale o infrastrutturale».
L’esclusione ha effetti concreti sulla vita delle comunità. La nuova legge attribuisce al riconoscimento dello status di montano un’importanza determinante per l’accesso a misure di sostegno pubblico e agevolazioni, tra cui: crediti d’imposta per i giovani che aprono un’impresa in aree montane; incentivi per l’acquisto e la ristrutturazione delle abitazioni; agevolazioni per l’insediamento di medici di famiglia, pediatri e insegnanti; contributi per i nuovi nati nei comuni sotto i 5mila abitanti; sostegni economici per il recupero del patrimonio agroforestale e la gestione del rischio idrogeologico e così via. Restare esclusi significa perdere opportunità decisive per contrastare spopolamento, fragilità sociale, precarietà dei servizi e perdita di dinamismo economico nei territori più marginali.
La legge prevede l’aggiornamento annuale dell’elenco Istat dei Comuni montani (entro il 30 settembre di ogni anno), la possibilità di riconoscere come montani Comuni che, pur non raggiungendo tutte le soglie tecniche, risultano isolati o difficilmente accessibili, l’uso del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane e della Strategia nazionale per la montagna italiana (Smi) per sostenere interventi infrastrutturali, sociali ed economici.
«È per questo – sottolinea Catena – che la retorica sul recupero dei borghi e sul rilancio delle aree interne rischia di essere vuota, se poi si accetta che alcuni territori vengano esclusi per un parametro tecnico, mentre quelli confinanti continuano ad accedere a risorse e tutele. Ora la Regione eserciti fino in fondo gli strumenti di deroga e di sostegno previsti, perché la montagna non si governa a compartimenti stagni e la coesione territoriale non si costruisce lasciando indietro nessuno».
A Cingoli a porre la questione è il consigliere comunale di opposizione ed ex direttore dell’Area Vasta 3 Alessandro Maccioni che ha affidato la sua riflessione a un post sulla sua pagina Facebook: «Nessun errore. Cingoli non c’è. Cingoli non è più un comune montano. Però, c’è San Severino. Vi sembra normale tutto questo? Chi dobbiamo ringraziare per questo incredibile risultato? Effetti della filiera tanto sbandierata in campagna elettorale e non solo, dal nostro sindaco, dall’ex assessore regionale e da qualche super attivo fiancheggiatore. I “vantaggi” per i cittadini? Aumento delle accise, minori contributi per le scuole, per i trasporti, aumento della fiscalità per le piccole imprese artigiane e commerciali. Poi, visto le scarse risorse disponibili per il settore sanitario, sarà preso di mira e ridimensionato il nostro ospedale che poggia la sua esistenza e il suo sviluppo sul fatto di insistere in un territorio montano e disagiato (ma da qui in avanti in territorio “pianeggiante”e non più svantaggiato per legge). In compenso per i prossimi 10/15 anni Cingoli avrà una meravigliosa e moderna discarica».
Maccioni insomma elenca una lunga serie di problemi che Cingoli potrebbe trovarsi ad affrontare a breve termine. Il calcolo per l’inserimento (e per l’esclusione) di un Comune nell’area montana ha tenuto conto di alcuni elementi e tra questi l’avere la maggior parte del territorio sopra il limite dei 350 metri e la presenza di pendenze elevate in una certa percentuale del territorio e per questi fattori San Severino è entrata e Cingoli no. Scelte politiche e indicazioni tecniche che gli esclusi contestano e che appunto potrebbero avere ripercussioni pesanti nei territori coinvolti.
«Classificazione dei comuni montani ora più aderente alle nostre aree interne»
Mi sembra che cingoli sia più territorio montano che d'altra denominazione
Bono si.....
Una casetta sul lungomare di Villa Strada quanto mi costa?
Ma chi dobbiamo ringraziare per questo declassamento a Comune di Pianura!!!
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