
Da sinistra: la sindaca Giuliana Giampaoli, l’assessore Massimo Cesca, Eleonora Ferracuti e Germano Craia, presidente del Consorzio calzaturiero fermano-maceratese
Un marchio Igp per la calzatura fermano-maceratese. L’iter è in divenire, Germano Craia, presidente del Consorzio calzaturiero fermano-maceratese, consegnerà la domanda di riconoscimento entro la fine di febbraio, avviando così l’iter di approvazione prima a livello nazionale e successivamente presso gli organi dell’Unione Europea.
L’annuncio è arrivato durante il convegno dal titolo “Il futuro della calzatura fermano-maceratese”, organizzato mercoledì sera dall’amministrazione comunale con l’obiettivo di illustrare alle imprese, agli artigiani e agli operatori del settore i vantaggi e le prospettive legati all’ottenimento dell’Indicazione geografica protetta (Igp).

L’incontro è stato introdotto dall’assessore alle attività produttive Massimo Cesca che ha evidenziato i vantaggi, le opportunità e le prospettive future dell’Indicazione geografica protetta per gli operatori economici e per tutto il territorio. «Il marchio Igp per il settore artigianale ed industriale rappresenta uno strumento strategico importantissimo per rafforzare il posizionamento dei vari brand locali sui mercati nazionali ed internazionali e contestualmente dare un grande sviluppo a tutto il territorio, sia come capacità attrattiva per aziende e turisti sia per intercettare nuove occasioni di sviluppo, visto che il riconoscimento come territorio di eccellenza potrebbe diventare elemento premiale anche in altri bandi – ha rimarcato Cesca – con questa serata e con la collaborazione formalizzata l’anno scorso con il Consorzio fermano-maceratese abbiamo anticipato le raccomandazioni giunte in questi giorni dalla Regione di far conoscere questa nuova grande opportunità alle aziende del territorio ed anche nei prossimi mesi cercheremo di fare tutto il possibile per ottenere il riconoscimento e favorirne la massima diffusione nazionale ed internazionale».
Particolare soddisfazione della serata, prima di iniziare gli interventi più tecnici, è stata espressa dalla sindaca Giuliana Giampaoli. «Il progetto Igp ha il merito di riportare il concetto di qualità al centro dell’attività di promozione e sostegno al settore calzaturiero e di valorizzare al contempo l’intero territorio di riferimento – ha detto Giampaoli – una missione che coniuga innovazione e tradizione esaltando la naturale vocazione al saper fare delle nostre imprese che negli ultimi anni hanno faticato a contrastare le sfide di un mercato globale tanto mutevole quanto insidioso».
A rispondere alle numerose domande provenienti dalla platea, sia di carattere tecnico che generale, sono stati Eleonora Ferracuti e Germano Craia, offrendo una visione complementare, istituzionale e di filiera, del percorso di riconoscimento dell’Igp. Nel suo intervento, Ferracuti ha ribadito con forza come le istituzioni considerino la calzatura fermano-maceratese un patrimonio da tutelare e proteggere, non solo per il suo valore economico, ma anche per il suo profondo significato storico, culturale e identitario. Ferracuti ha sottolineato l’importanza di affiancare al percorso di riconoscimento dell’Igp un’azione di sensibilizzazione rivolta alle nuove generazioni, ricordando il coinvolgimento delle scuole secondarie di secondo grado nella creazione del logo del consorzio. Un’iniziativa pensata per trasmettere valori, conoscenze e consapevolezza, affinché il messaggio dell’IGP diventi uno strumento capace di parlare ai giovani e di avvicinarli a una tradizione produttiva che rappresenta un’eccellenza del territorio.
Germano Craia ha illustrato nel dettaglio il percorso già compiuto: dalla costituzione del consorzio alla redazione del disciplinare di produzione, dalla definizione del logo alla sottoscrizione dei protocolli d’intesa con amministrazioni pubbliche, associazioni sindacali e datoriali. Craia ha evidenziato come l’Igp rappresenti uno strumento fondamentale per valorizzare il savoir-faire del distretto fermano-maceratese, riconoscendo ufficialmente competenze, manualità e conoscenze tramandate nel tempo. Un marchio che non si limita a tutelare l’origine geografica, ma che certifica al contempo qualità, tradizione e identità di un intero sistema produttivo.
Insieme alla calzatura fermano-maceratese, per la Regione verranno probabilmente presentate anche le domande di riconoscimento per il cappello di Montappone–Massa Fermana e per la fisarmonica di Castelfidardo, a conferma di una strategia regionale orientata alla tutela e alla valorizzazione delle eccellenze manifatturiere.
Il dibattito si è concluso con un messaggio condiviso e fortemente simbolico: l’Igp come eredità ricevuta dalle generazioni passate e responsabilità da trasmettere a quelle future, uno strumento concreto per sostenere un settore duramente colpito dalla crisi e per costruire nuove visioni capaci di guardare con fiducia ai prossimi anni.
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