Squadroni rompe il silenzio
«Usata per giochi di palazzo.
Non mi vogliono davvero presidente»

CIVITANOVA - La consigliera di minoranza, data come papabile per la sostituzione del ruolo che fu di Fausto Troiani, dà un'interpretazione inedita: «Il mio nome dato in pasto per ricompattare Vince Civitanova. Avrei garantito terzietà e controllo e questo non piace». Assise convocata per l'elezione venerdì 6 febbraio

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Silvia Squadroni oggi in conferenza

di Laura Boccanera

«Il mio nome dato in pasto per far rientrare nei ranghi Vince Civitanova, mai avrei fatto il presidente del consiglio senza il controllo scrupoloso di ogni singola delibera e questo ovviamente non piace. Ma sono stata usata per giochi e teatrini politici».

Silvia Squadroni, consigliera comunale di minoranza, parla dopo l’ipotesi che ha visto il suo nome circolare come “papabile” per la successione di Fausto Troiani, «anche se nessuno mi ha mai davvero contattato». L’avvocata civitanovese dà una lettura inedita rispetto al giro di consultazioni che hanno fatto emergere il suo nome e interpreta la questione come una mossa tattica per ridimensionare l’aut aut dato da Fausto Troiani rispetto al diktat su Marino Mercuri come presidente per mantenere la carica entro Vince Civitanova e al contempo ricompattare la maggioranza rispetto allo spauracchio “Squadroni”. «Da martedì pomeriggio leggo il mio nome ovunque, ma non sono mai stata contattata da nessuno – ha spiegato Squadroni nel corso di una conferenza stampa – vengo a sapere dai media di un mio possibile coinvolgimento come nuovo presidente del Consiglio comunale di Civitanova e la mia idea è che per nessun motivo ci sia davvero la volontà di farmi presidente del Consiglio, perché sanno che garantirei terzietà e un controllo specifico e giornaliero di tutte le pratiche, per coerenza con le battaglie che ho sempre fatto, per indole e per carattere».

Battaglie che l’avvocata ribadisce con forza, soprattutto sul fronte urbanistico: «Ho sempre detto che a Civitanova esiste una cupola nell’urbanistica. Bisogna lavorare per evitare una città allo sbando sul piano turistico, urbanistico e sociale. E non vorrei che il sindaco Ciarapica abbia usato il mio nome per abbassare le orecchie a Vince Civitanova. Se così fosse, hanno sbagliato soggetto». L’avvocata rivendica una visione rigorosa del ruolo istituzionale, uno spauracchio usato per ricompattare la maggioranza e trovare un nome alternativo secondo la sua lettura: «Sanno benissimo che io farei il presidente del Consiglio a modo mio, con scrupolo e puntiglio, portando in aula solo pratiche che portano benefici alla città, esercitando il controllo insieme ai due vicepresidenti. Se davvero ci fosse la volontà di un cambio di passo, allora capisco che qualcuno abbia fatto il mio nome. Se invece è solo un gioco politico per rimettere tutti in riga e proseguire con lo scempio urbanistico, allora non ci sto».

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Il nuovo consiglio per l’elezione del presidente è stato fissato, con unico punto all’ordine del giorno, per venerdì 6 febbraio e al momento non c’è ancora un nome condiviso. Da domani partiranno incontri e vertici per verifiche su alcuni nominativi: «E’ evidente che il prossimo presidente del consiglio sarà uno di quegli 11 che hanno votato per mantenere Troiani al suo posto – dice Squadroni – anche non vi fosse la maggioranza, alla terza votazione praticamente si tratterebbe di un ballottaggio e basterebbero pochi voti. E’ del tutto evidente che il prossimo presidente sarà ancora qualcuno che viene controllato da Troiani».

Nel frattempo Vince Civitanova con Belletti e Troiani hanno incontrato di nuovo il sindaco rinunciando, di fatto, a chiedere che il prossimo presidente sia espressione della civica. Un passo indietro che forse rappresenta una concessione rispetto al problema della presidenza, ma che consente a Vince di mantenere l’assessorato alla Belletti, più volte in questi mesi chiamata in causa per la gestione delle pratiche urbanistiche.

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