
Un momento della Giornata della memoria
di Laura Boccanera
«La giornata della memoria deve insegnare a dire mai più e a sollecitare la nostra presa di posizione, senza indifferenza, contro tutte le discriminazioni ed i crimini del presente, i crimini contro i più deboli, contro le donne, contro i bambini». C’è anche un riferimento a Gaza nella Giornata della Memoria di Civitanova attraverso le parole di Mirella Paglialunga, vice presidente del consiglio comunale che, dopo la rimozione del presidente Fausto Troiani, ha aperto le celebrazioni cittadine per il Giorno della Memoria, richiamando la comunità a un impegno attivo e consapevole affinché il ricordo della Shoah diventi coscienza viva e responsabilità collettiva.

La deposizione della corona stamattina al Ghetto ebraico di Civitanova Alta
«La Legge 211 del 2000 istituisce questa giornata affinché la memoria possa impedire la nascita di nuovi totalitarismi e di ulteriori forme di negazione dei diritti dell’uomo. Educare alla memoria significa quindi costruire un antidoto ai fascismi, ricordando che la Repubblica Italiana, nata dalla Resistenza, si fonda sulla lotta al fascismo e che la Costituzione è un baluardo contro il ritorno di ideologie inumane».
Paglialunga ha poi ricordato come «l’Olocausto degli ebrei nei campi di concentramento nazisti rappresenti uno dei più gravi crimini internazionali della storia, una tragedia che ha attraversato il Novecento lasciando una scia di sangue», richiamando le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «La memoria non deve essere solo ricordo del passato, ma deve garantire un impegno per i diritti umani nel presente. Per questo – ha concluso – il nostro pensiero, carico di dolore, non può non andare anche agli altri genocidi e agli atti genocidari che, nonostante la memoria della Shoah, si sono consumati a cavallo del XXI secolo, fino alla drammaticità delle condizioni del popolo di Gaza, dove ad oggi si contano circa 67mila morti».
Le celebrazioni hanno avuto inizio nel vicolo della Luna, ex Ghetto ebraico di Civitanova Alta, con il ritrovo delle autorità civili e militari, e sono proseguite nell’aula magna del Da Vinci. «Ricordare la Shoah – ha detto il sindaco Fabrizio Ciarapica significa assumersi una responsabilità morale quotidiana. La memoria non è solo commemorazione, ma impegno concreto a difendere la dignità umana, a contrastare ogni forma di odio, razzismo e discriminazione. Solo attraverso l’educazione delle giovani generazioni possiamo costruire una società più giusta, consapevole e capace di riconoscere i segnali dell’intolleranza prima che si trasformino in tragedia».
L’assessora ai Servizi socio-educativi Barbara Capponi ha rivolto a tutti gli studenti una domanda: «Quale fu il vero potere che rese possibile tanto orrore? Ipotizzo, e vi invito a ragionarci, che fu quello culturale, in particolar modo quelli della cultura del nemico, una tentazione sempre attuale nell’animo umano, che si porta a demonizzare un altro individuo. Se l’avversario, o anche semplicemente chi rappresenta idee da cui dissentiamo, diviene nemico, non c’è più limite e tutto è possibile, inclusi orrori come la Shoah. La vera resistenza culturale, sempre valida nel tempo, è il rinnegare questa forma di pensiero nella quotidianità e nella nostra epoca: si possono rinnegare le idee, non le persone. Rinnegate dunque, sempre e ovunque, la mentalità dell’altro come nemico affinché la memoria divenga vera coscienza».
La giornata è terminata con l’intervento della docente Clara Ferranti, sul tema “Il valore pedagogico della Memoria” e le riflessioni degli studenti dei vari istituti scolastici cittadini. Il manifesto del Giorno della Memoria 2026 è stato realizzato dai ragazzi dell’Istituto Bonifazi, sezione Grafica e comunicazione.


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati