
Il comandante Cristian Lupidi con l’assessore Giuseppe Cognigni mentre visualizzano la mappa di Civitanova per il posizionamento delle fototrappole
Fototrappole per i rifiuti, finito il periodo di sensibilizzazione, ora arrivano le multe per chi abbandona i rifiuti. Annunciate nelle scorse settimane, le fototrappole acquistate dall’amministrazione comunale sono ora attive e inizieranno a riprendere i trasgressori che abbandoneranno rifiuti non conformi, al di fuori della fascia oraria e degli spazi consentiti, trasformando aree della città in discariche a cielo aperto. Si rischiano multe da 50 euro fino a 18mila euro. E in alcuni casi c’è anche la confisca dell’auto
Nei prossimi giorni, infatti, diventerà pienamente operativo il progetto sperimentale approvato dalla giunta, che per i prossimi 36 mesi vedrà l’impiego di sofisticate “video-fototrappole” mobili per incastrare i furbetti del sacchetto. Non si tratta, come annunciato nella conferenza stampa, di telecamere fisse, facili da individuare ed evitare, ma di un sistema dinamico. Gli occhi elettronici ruoteranno ciclicamente coprendo le zone più critiche della città sotto il profilo dell’abbandono dei rifiuti: via Tripoli, via Battisti e via Conchiglia, ma anche via Molise, via Duca degli Abruzzi, Piazza Nassiriya e le intersezioni di via San Costantino. Per la privacy però la presenza dei dispositivi sarà segnalata da apposita cartellonistica posizionata prima del raggio d’azione delle telecamere, come imposto dalle normative europee e dal regolamento comunale.
Aumentano con l’aumentare dell’infrazione anche le sanzioni: Perché non basta fare correttamente la raccolta differenziata, occorre anche rispettare tempi e modalità. Per le utenze domestiche anzitutto il rispetto della finestra temporale e degli orari di conferimento e usando i sacchetti rigorosamente stabiliti. Regole ancora più rigide valgono per le attività commerciali (utenze non domestiche), spesso produttrici di grandi volumi di scarti. L’Ordinanza n. 35 impone, ad esempio, che gli imballaggi in cartone vengano piegati, legati e privati di qualsiasi impurità (come polistirolo o nylon) prima di essere esposti. Anche qui, gli orari sono scanditi per zone e il mancato rispetto di queste finestre temporali fa scattare la sanzione.
Se si viene sorpresi a conferire il sacchetto giusto ma nel giorno sbagliato, o fuori dall’orario consentito, o altro, scatta la sanzione amministrativa base prevista dalle ordinanze: 50 euro.
Multa più salata per chi accumula sterpaglie, rifiuti o oggetti che deturpano il decoro nelle proprie corti o pertinenze, creando situazioni igienicamente precarie. In questi casi, la sanzione sale fino a 160 euro.
Il provvedimento mira a sanzionare anche un’altra pratica piuttosto diffusa: quella di lasciare i propri rifiuti ai piedi dei cestini gettacarte o accanto ai cassonetti stradali. Questa condotta prevede una sanzione amministrativa pesantissima: chi viene pizzicato a lasciare rifiuti accanto ai contenitori rischia una multa che va da un minimo di 1.000 a un massimo di 3.000 euro.
Per quanto riguarda, invece, l’abbandono di rifiuti nell’ambiente o in discariche abusive, da alcuni anni ha smesso di essere un semplice illecito amministrativo diventando, anche per il cittadino comune, un vero e proprio reato. Qui la legge fa una distinzione netta tra privati e imprese solo relativamente alle sanzioni: nel primo caso, chi abbandona rifiuti in fossi, campagne o aree non autorizzate commette un reato punibile con l’ammenda da 1.500 a 18mila euro o la reclusione fino a 5 anni in casi particolari.
Se i rifiuti sono pericolosi, la pena è da uno a cinque anni di reclusione, salvo fattispecie aggravate. Nel caso di imprese, invece, l’abbandono di rifiuti è punito con la pena dell’arresto (da sei mesi a due anni) o con un’ammenda che va da 3mila a 27mila euro per i rifiuti non pericolosi, che diventano reclusione da 9 mesi a 5 anni e sei mesi in casi particolari, mentre se si abbandonano rifiuti pericolosi, la reclusione va da un anno a 5 anni e sei mesi.
C’è un ultimo dettaglio, in parte recentemente introdotto, che spesso viene ignorato ma che può avere effetti devastanti sulla vita quotidiana dei trasgressori. Le norme prevedono che, in determinati casi, oltre alle sanzioni amministrative pecuniarie o eventualmente penali, si aggiungano anche la sospensione della patente di guida, il fermo del veicolo o la sua confisca.
«L’adozione delle foto trappole rappresenta un salto di qualità nella nostra capacità di controllo del territorio – commenta il comandante della Polizia locale Cristian Lupidi – Non si tratta solo di elevare sanzioni, ma di attuare una deterrenza efficace: grazie alla rotazione dei dispositivi e alla gestione dei dati affidata a personale specializzato, chi utilizza il proprio veicolo per trasformare la città in una discarica deve sapere che rischia concretamente anche di rimanere a piedi ed eventualmente con una denuncia sulle spalle».
«Con questo progetto vogliamo lanciare un messaggio chiaro: Civitanova deve essere più pulita e più bella, e per farlo è necessario isolare chi non rispetta le regole – conclude l’assessore al decoro e rifiuti Giuseppe Cognigni – Questo sistema di controllo serve a valorizzare l’impegno della stragrande maggioranza dei cittadini che effettua correttamente la raccolta differenziata e conferisce i rifiuti rispettando orari e modalità. Non è accettabile che l’inciviltà di pochi comprometta l’ambiente di tutti; oggi abbiamo gli strumenti tecnologici e normativi per impedirlo, e li useremo fino in fondo»
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