
Tiziana Gazzellini
La realizzazione personale, il perseguimento di obiettivi e dei propri sogni, il raggiungimento di risultati nella vita devono partire dalla consapevolezza di se stessi e delle proprie possibilità con fiducia e impegno. Questi gli obiettivi al centro del progetto “Credere in se stessi per sognare” che la Provincia di Macerata ha deciso di promuovere tra gli studenti e le studentesse del nostro territorio.
Organizzato dalla consigliera con delega alle pari opportunità Tiziana Gazzellini, al progetto hanno aderito l’Istituto comprensivo Strampelli di Castelraimondo, l’Istituto Garibaldi-Bramante-Pannaggi di Macerata e l’Istituto comprensivo Tacchi Venturi di San Severino. «In un momento sempre più complesso, in cui i nostri ragazzi sono sottoposti a continui stimoli che possono influenzare la loro crescita, l’apprendimento delle soft skills come empatia, spirito critico, sguardo oggettivo sulle cose e su se stessi, fiducia nel prossimo, sono strumenti fondamentali per implementare la realizzazione personale e migliorare i rapporti relazioni utili nel lavoro e nella vita – spiega la consigliera Gazzellini – per questo, grazie al supporto dell’Ufficio pari opportunità e di Michela Raso, abbiamo costruito un progetto che mira a comunicare fiducia nelle proprie possibilità, anche in situazioni di difficoltà oggettiva come la disabilità, perché i limiti e le difficoltà molto spesso albergano prima nella nostra testa e superarli potrebbe essere più semplice del previsto».
Il progetto, partito in questi giorni, si articola in un due diverse azioni: un corso formativo tenuto da Daniele Cassioli, atleta paralimpico di sci nautico, vincitore di 28 titoli mondiali e 27 titoli europei, nella categoria dei non vedenti, che illustrerà la sua esperienza di vita personale e sportiva spaziando tra temi sportivi, educativi e di ispirazione; uno spazio tenuto dallo scrittore Salvatore Vitellino che organizzerà dei laboratori didattici, di racconto collettivo e scrittura sinestetica, strumenti preziosi per proporre esperienze personalizzate in base all’età dei ragazzi e fornirà gli strumenti di riflessione attraverso la lettura e la scrittura sull’inclusione e sulle pari opportunità utilizzando come spunto i propri romanzi “Un anno da nababo”, Giunti, 2022, e “La canzone dei cuori felici”, Giunti, 2024.
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Credere in sé stessi per sognare vuol dire, oltre che essere razionali, anche essere empatici, mettersi nei panni degli altri, essere collaborativi, comunicare affetto, avere un Cuore.
Ma non è per tutti.
Più diventa tutto inutile più credi che sia vero
E il giorno della fine non ti servirà l’inglese…
https://www.youtube.com/watch?v=B-1hD8j-y3Q
Credere in sé stessi,
parola che sa di naftalina
dentro un armadio di sogni mai aperti,
è un esercizio da funamboli
sopra il vuoto delle otto del mattino:
bisogna essere razionali,
misurare il filo con il metro dell’ansia,
e insieme infilarsi, stretti,
nelle scarpe rotte degli altri,
sentire il sasso che preme l’alluce
di chi non ha più un nome,
collaborare come formiche
sotto la pioggia di novembre,
dire ti voglio bene
con la voce che trema sul bordo del bicchiere,
avere un cuore –
non quello da cartolina,
ma il muscolo stanco
che batte lo stesso
quando tutto è inutile.Non è per tutti.
È merce rara,
come il pane senza code
nei giorni di guerra.
Più il mondo si svuota,
più le cose perdono senso –
il lavoro, la metro, il caffè amaro –
più quella fede minima
diventa vera,
una lametta di luce
tra le persiane abbassate
della storia.
E quando arriverà
il giorno della fine,
non servirà l’inglese
che hai studiato per niente
sui manuali di sopravvivenza globale,
non le parole in corsivo
dei motivatori da quattro soldi.
Basterà quel battito
che hai custodito
come una sigaretta spenta
dentro il taschino,
per accendere,
nel buio che non ha più orari,
un piccolo fuoco
di pura, testarda
umanità.