
Un paesaggio africano
“Ricordando un periodo passato sugli altipiani d’Africa si ha la sensazione sconcertante di essere vissuti nell’aria”. Karen Blixen descriveva così l’impressione che il grande continente aveva lasciato sulla sua pelle.

Carlo Rossi
Una sensazione che conosce bene Carlo Rossi, ora tour operator, viaggiatore, nomade contemporaneo che, partito da Civitanova quasi 30 anni fa, ha girato in lungo e in largo l’Africa decidendo anche per molti anni di chiamarla “casa” e, forse, per certi versi, la sente ancora così. Qualche anno fa il ritorno in Italia, una nuova parentesi di lavoro e vita in Messico, ma quella voce che parlava di altipiani e miraggi, vento e deserto, antilopi e acacie solitarie nel mezzo delle piane del Serengeti, ha iniziato a fare eco nella sua mente e nel cuore, il mal d’Africa è tornato. E così ha deciso di mettere al servizio dei viaggiatori e di chi vuole scoprire in maniera autentica luoghi, costumi, sapori, atmosfere e culture differenti tutta la sua esperienza e vita vissuta. Un’Africa senza filtri e mediazioni.
E’ nata così “My African Way”, il tour operator online e operatore specializzato nei Paesi dell’Africa dell’est e del sud, dall’Equatore al Capo di Buona Speranza, Uganda, Rwanda, Tanzania, Kenya, Zambia, Malawi, Zimbabwe, Namibia, Botswana, Sudafrica.
«My African Way è ciò che ho imparato, è tutto ciò che l’Africa mi ha dato e che mi è rimasto nel cuore e che vorrei far vedere, visitare, amare a tutti coloro che vogliono intraprendere un viaggio vero, di quelli autentici, un’esperienza indimenticabile, non solo una forma di turismo, ma di scoperta a 360 gradi, rispondendo a tutte le curiosità e voglia di esperienze personalizzate».
L’Africa non è infatti solo safari in auto e leoni, c’è molto di più rispetto all’immagine stereotipata e a volte banale che cataloghi e riviste suggeriscono: «Sono tantissime le esperienze che si possono fare, per questo ho scelto di non avvalermi di tour operator consolidati, ma di diventare io stesso l’organizzatore di viaggi ed esperienze andando direttamente alle fonti, che sono i miei fornitori dei paesi africani che conosco grazie ad anni di vita in quei luoghi.
E’ così che è possibile vedere alcune perle, paesaggi inaspettati, poco conosciuti e viverli in forme diverse. Cerco sempre di offrire proposte che al ritorno siano superiori alle aspettative che un safari come questo può creare. Al momento ho fornito consulenze soprattutto a viaggiatori provenienti da Stati Uniti, Messico, Europa, ma avevo voglia di mostrare tutto questo anche in Italia. Spesso l’immagine che si ha dell’Africa è composta da Safari in auto, ma c’è molto di più: è possibile andare là dove l’unico fiume al mondo muore in terra, l’Okavango nel Botswana, attraversare il deserto della Namibia con le sue distese aride e i colori caldi e infuocati, visitare le dune più alte al mondo. O ancora immaginare gli abissi del secondo lago più profondo al mondo, il lago Tanganyika e percorrere in salita le montagne che si specchiano sul bacino, a strapiombo sul lago per poi incontrare i primati: gli scimpanzè. O perché no, anche i gorilla in Rwanda o Uganda».
Una scelta quella di Carlo Rossi che ha consentito al civitanovese di incrociare la sua passione con il lavoro, senza dover rinunciare alla sua anima “errante”: «nonostante tutto sono ancora un nomade – racconta – questa attività è la sintesi ideale della mia esistenza, il mio ufficio è il mio pc, lo sfondo (e il panorama) può cambiare ogni volta senza dover rinunciare alla mia essenza». Per info myafricanway@gmail.com. Messaggi Whatsapp +39 392 448 8771.
(Articolo promoredazionale)

Carlo Rossi con un bimbo Himba





Grande Carlo.
Best Carlo.
Complimenti Carlo quando sei in zona fatti vivo. Saluti
Ethiopia no ? Mahhhhhhh ti manca questa chicca ? Posso darti molte dritte de vuoi
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Solo chi ama profondamente l’Africa può organizzare “safari” che colgono non solo le immagini, ma pure l’anima profonda di quei luoghi dai quali noi – umanità – siamo partiti.
Tanti partono per visitare quei luoghi classici che tutti vogliono vedere. Solo i missionari e quei laici che vanno a prestare la loro opera nelle missioni riescono a percepire la grande spiritualità degli africani. Il Cristianesimo e l’Islam trovano oggi la loro dimensione spirituale in Africa. Avremo un Papa nero.
Nel 1966 andai in Congo all’epoca della spaventosa ribellione dei Simba, mentre era laggiù il nostro concittadino Tullio Moneta, combattente con il 5 Commando mercenario anglosassone.
Nel 1970 ero con i guerriglieri del Sud Sudan, in una zona dove, a differenza del Congo, c’erano solo fiumiciattoli, paludi e tanta sete. Se sono uscito vivo devo considerarlo un miracolo… Ma la bellezza totale è il tramonto, con il sole che scende veloce per perdersi come inghiottito dalla terra e quando, per pochi minuti regna sovrano il silenzio, dato che gli animali del giorno, con i loro versi, si sono rintanati per dormire, e quelli della notte non sono usciti ancora dalle tane.
Il mal d’Africa è una cosa reale, che ti rimane dentro per anni. Comprendo quindi il nostro Carlo Rossi… E lo immagino nella contemplazione di quelle distese di savana, rese dorate dal sole del tramonto, e con le foreste viola, in fondo alle quali scorrono i fiumi gonfi d’acqua e di vita.