Indagine per peculato, respinta la richiesta di dissequestro dei soldi del senatore Giuliano Pazzaglini. La decisione dei giudici si è appresa oggi quando hanno sciolto la riserva in seguito all’udienza che si è svolta ieri al tribunale del Riesame di Macerata. Erano stati i legali del sindaco di Visso, gli avvocati Giuseppe Villa e Giancarlo Giulianelli, a presentare l’istanza per ottenere il dissequestro di 10.300 euro dal conto del senatore. Un sequestro che nasce da una indagine per peculato relativa ad una donazione fatta in seguito ad un motoraduno a Visso. Erano stati raccolti nel complesso 11.800 euro, una parte di questi, sottratte le spese di organizzazione, erano stati consegnati al sindaco di Visso. La somma era appunto di 10.300 euro che era destinata alle casette per i commercianti da edificarsi nell’area delle casette di Visso (uno dei progetti per la ripartenza dopo il sisma). Per la procura quel denaro doveva essere rendicontato al Comune, cosa che però non era stata fatta perché i soldi non erano passati per l’ente. Per la difesa invece la donazione era stata consegnata direttamente al sindaco in via fiduciaria per essere usata per le casette evitando eccessive burocrazie. La procura, svolte le indagini (ha operato la Guardia di finanza di Camerino) aveva chiesto al gip e ottenuto il sequestro di 10.300 euro dai conti correnti del senatore della Lega. Somma che dopo la decisione presa oggi dai giudici resta sotto sequestro.
«Abbiamo la testimonianza delle persone coinvolte nell’operazione che dicono che i soldi li hanno consegnati al sindaco e non hanno nulla da rimproverare sul suo operato – dice l’avvocato Giulianelli -. Singolare constatare che le persone eventualmente offese dalla condotta che asseritamente il sindaco avrebbe tenuto sarebbero i 1.100 partecipanti al motoraduno e i commercianti di Visso in cui favore le somme sono state raccolte e nemmeno uno di loro ha sporto denuncia o si è lamentato o ha posto in dubbio l’avvità svolta dal senatore. A denunciare sono state persone, da quello che mi risulta, politicamente distanti da primo cittadino». Il legale continua dicendo che vorrebbe «capire di cosa possa essere accusato il senatore visto che i soldi gli erano stati consegnati in modo fiduciario per evitare le lungaggini. Soldi che sono stati usati per le casette, come previsto. Tanto che 14 giorni più tardi, in occasione della festa del patrono di Visso, il 24 giugno, i negozianti hanno potuto aprire le loro cassette». Sulla decisione «è vissuta in maniera serena – continua Giulianelli –. Una volta letti i motivi faremo ricorso in Cassazione. Spiace non essere riusciti a far emergere la chiara, limpida cristallina volontà di chi ha organizzato il motoraduno».
(Gian. Gin.)
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