
erdinando Scarfiotti con la statuetta dell’Oscar alla premiazione nel 1988
di Alessandro Feliziani
In una notte di aprile di trent’anni fa a Los Angeles, l’Italia fece incetta di statuette dorate in occasione della sessantesima edizione degli Oscar del cinema. Una di queste statuette se la aggiudicò il marchigiano Ferdinando Scarfiotti, premiato per la scenografia del film “L’ultimo imperatore” (Oscar per il miglior film) di Bernardo Bertolucci (Oscar per la miglior regia). Con Scarfiotti e Bertolucci, ricevettero l’Oscar per lo stesso film anche Vittorio Storaro (miglior fotografia) e Gabriella Cristiani (miglior montaggio). Per ricordare il trentennale di quella notte magica, ma soprattutto per celebrare l’arte del grande scenografo di Potenza Picena che in quello stesso anno, 1988, vinse anche il “David di Donatello” e il “Nastro d’Argento”, si è svolta a Roma una serata in onore di Ferdinando Scarfiotti. L’hanno promossa ed organizzata, in collaborazione con il Tennis club Parioli, il regista televisivo e di cinema, Luciano Gregoretti, di San Severino e sua moglie, Maria Teresa Copelli, autrice ed aiuto regista. Personalità dello spettacolo e della cultura hanno affollato il salone del Club, trasformato per l’occasione in sala teatrale, attrezzata di proiettore, di grande schermo cinematografico, amplificatori di voce e suoni e diffusori di luce, nonché addobbata con quindici grandi manifesti dei migliori film “scenografati” da Scarfiotti.

Ferdinando Scarfiotti, nel 1972, tra Billy Wilder e Jack Lemmon

erdinando Scarfiotti sul set del film “Morte a Venezia” di Visconti
Nel corso della serata, aperta da Paolo Cerasi, presidente del Tennis club, e condotta da Emanuela Andreoli, si sono alternate proiezioni di filmati su Ferdinando Scarfiotti e momenti di spettacolo con la giovanissima danzatrice Caterina Bonavena, con interventi di Giovanna Scarfiotti, sorella maggiore dello scenografo, che ha letto con visibile emozione due sue poesie, del fratello minore, Emanuele Scarfiotti e di altri ospiti: i costumisti Carlo Poggioli e Gabriella Pescucci, l’attrice e doppiatrice Alida Cappellini, il presidente delle “Tirelli costumi”, Dino Trappetti, e Mario Giannella, già rettore dell’università di Camerino. Tutti hanno ricordato come Ferdinando Scarfiotti abbia onorato l’Italia e le Marche con la sua prestigiosa attività nel campo teatrale e cinematografico. Tra gli ospiti anche il generale Tullio Del Sette, già comandante generale dei Carabinieri.

L’ingresso del Tennis Club Parioli nella serata dedicata al ricordo di Scarfiotti

Un momento dello spettacolo di danza della giovane ballerina Caterina Bonavena
Luciano Gregoretti, che anni fa ha dedicato a Scarfiotti un libro, “Nando forever”, scritto insieme a Maria Teresa Copelli, ha ricordato le tappe più importanti dello scenografo, nato nel 1941 a Potenza Picena e vissuto negli anni della giovinezza a Porto Recanati. Dopo essersi iscritto alla Facoltà di Architettura a Roma, resta affascinato dal mondo dello spettacolo e inizia a lavorare con Luchino Visconti come suo assistente. È quello l’inizio della sua importante attività di scenografo – ha sottolineato Gregoretti –. Il suo lavoro spazia dall’opera lirica alla prosa ai musical e a film di grande successo prodotti in Italia, Francia, Inghilterra, Olanda e Stati Uniti. Lavora con registi di fama internazionale come Zeffirelli, Schlensiger, De Palma, Levinson e altri. Viene definito lo scenografo di Bertolucci per la sua intensa collaborazione con il regista. Per circa vent’anni vive a Los Angeles nella sua villa di Beverly Hills, dove muore il 30 aprile 1994. Le sue scenografie sono tuttora in repertorio nei maggiori teatri d’Europa, mentre i disegni delle sue scenografie e dei suoi costumi si possono ammirare in importanti musei, come quello del Teatro alla Scala, della Wiener Staatsoper e della London Royal Opera House.

Alida Cappellini, scenografa e attrice

Locandina del film “L’ultimo imperatore”

Luciano Gregoretti e Maria Teresa Copelli

Tullio Del Sette

Dino Trappetti
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