Il governatore Luca Ceriscioli
Oltre 360 case invendute da destinare ai terremotati in tutta la regione, circa 60 milioni di spesa. È stata approvata, con decreto della Protezione civile regionale delle Marche, la prima ricognizione del fabbisogno degli immobili, ad uso abitativo per l’assistenza alle popolazioni colpite dal sisma, che entreranno a far parte del patrimonio dell’edilizia residenziale pubblica. Il primo fabbisogno indicato dai Comuni è di 366 unità per un importo complessivo di 60 milioni di euro (compresi gli oneri). «È un’operazione che rappresenta il più imponente piano abitativo nelle Marche degli ultimi 40 anni – ha commentato il presidente Luca Ceriscioli – che dà la possibilità di acquisire veri e propri appartamenti rimasti invenduti al posto delle Sae da destinare alle famiglie con immobili fortemente danneggiati. Gli alloggi, una volta terminata la fase della ricostruzione, resteranno ai Comuni come patrimonio di edilizia residenziale pubblica a favore dei nuclei meno abbienti, generando un indotto economico nel settore». Un decreto, questo, firmato dal dirigente della Protezione civile regionale e trasmesso alla struttura di missione Sisma Centro Italia per la preventiva approvazione e l’assunzione della spesa a carico della gestione emergenziale. Con tale decreto si chiede alla Protezione civile nazionale di trasmettere la somma per l’acquisto. Gli immobili si trovano in 46 comuni che insistono su primo e secondo cratere sismico.
Di seguito l’elenco dei comuni, il numero degli appartamenti, e gli importi complessivi
Da quello che ne so sono stati acquistati al netto dell'Iva , cioè meno ventidue per cento della richiesta dell'appaltatore. Speriamo che ste case ce le diano il prima possibile che sono 14 mesi che sto in roulotte !
Un operazione intelligente ed efficace sia nel breve che nel lungo periodo !
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Gli appartamenti INVENDUTI, a logica ed intelligenza, dovrebbero essere acquistati a prezzi PIU’ BASSI del mercato, in quanto (per mille motivi) poco appetibili…
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Inoltre se, eventualmente, vi fossero da acquistare diversi appartamenti INVENDUTI in uno stesso stabile questi appartamenti POCO APPETIBILI dovrebbero essere complessivamente acquistati ad un prezzo ancora PIU’ ECONOMICO, in quanto al venditore, sul groppone, gli si toglie non un singolo appartamento ma più di uno…
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Pertanto, chi di dovere, dovrebbe vigilare affinchè questi appartamenti INVENDUTI vengano poi acquistati ad un prezzo “giusto” (cioè logicamente inferiore a quello di mercato).
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E bisogna evitare le prese per i fondelli, cioè:
se il prezzo di mercato è 100 (e SONO MESI/ANNI che quell’appartamento NON si vende) non facciamo che poi viene acquistato a 99,99 perchè sarebbe una colossale presa per il cu…
Ma su un operazione del genere, saranno in tanti ad allungare le mani. Se sono politici o pubblici amministratori, mi dispiace, se sono ricconi mi dispiace, se c’è qualche disgraziato che si è ritrovato una casa in più perché magari l’ha ereditata e per il suo netto non deve pagare troppo lordo, son contento. Di una cosa sono sicuro, che una storia del genere si presta a tanti di quegl’imbrogli da far arrossire pure Ceriscioli. Si parla di sessanta milioni di euro caro Cerasi, altro che piatto ficco mi ci ficco. Io ci farei anche un tuffo carpiato con triplo avvitamento e sei capriole con arrivo in picchiata.
@ Sauro Micucci
Sarebbe interessante, vedendo l’elenco delle spese, sapere (appartamento per appartamento) quanti sono i metri quadri, dove è posizionato (un piano sottoscala vale meno che un attico), a quanti anni risale la costruzione, che tipo di riscaldamento è previsto (termosifoni, a pavimento, pellett, ecc.)….
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Perchè facendo un semplicissimo “conto della serva” (prezzo complessivo diviso per numero degli appartamenti) il totale di cadauno apparamento (AGGIUNTO poi come è scritto, lo sconto IVA di BEN 22% quindi importante aumento del prezzo complessivo, sul libero mercato) lascerebbe pensare ad immobili piuttosto grandi, o almeno con begli affacci, belle vedute e con importanti migliorie interne…