di Claudio Ricci
L’opposizione marca stretto sul progetto di un nuovo polo scolastico alle Casermette. L’idea lanciata dall’amministrazione comunale di realizzare nell’ex sede della Guardia di finanza una nuova struttura antisismica al posto della inagibile Dante Alighieri (leggi l’articolo) è stata sottoposta alla riunione dei capigruppo. Sul progetto avallato a livello preliminare dal ministero e dalla Cassa depositi e prestiti (proprietaria dell’area) l’opposizione vuole però vederci chiaro. Certezza della realizzazione, trasparenza e celerità dei tempi – il sindaco Romano Carancini ha parlato di un anno e mezzo di massima – sono le richieste avanzate dalla minoranza.
“L’idea è senza dubbio positiva – dice il capogruppo di Città Viva Gabriele Mincio – Non si lascerebbe quell’area al degrado e si evita di farci un centro di accoglienza per immigrati. Tuttavia le ultime amministrazioni di centrosinistra ci hanno insegnato che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Basti pensare alle piscine e alla Mattei Pieve. Il dubbio è che quando l’onda emotiva del terremoto si placherà possano calmarsi anche le aperture degli ambienti romani. E a quel punto non so se uno scambio tra le Casermette e la Dante Alighieri, con una plusvalenza per il Comune, possa essere così appetibile per la Cassa depositi e prestiti. La paura è che come altre volte in passato, certe operazioni possano rimanere incompiute ricadendo sulla prossima consiliatura che non sarà necessariamente a maggioranza Pd”.
L’amministrazione si è detta “assolutamente determinata” sul progetto (del costo di 5-6 milioni di euro). I tempi sarebbero facilitati (oltre che dalle moderne tecniche di costruzione con moduli prefabbricati) anche dal fatto che l’area è già urbanizzata e non servirebbe l’adozione di una variante. “Un polo culturale alle Casermette è quanto di meglio si possa auspicare per la nostra città così Roberto Cherubini del M5S – Quello che sorprende è che si arrivi a queste decisioni perché c’è stato un terremoto devastante. Lottiamo da 2 anni per far affrontare seriamente la protezione civile all’amministrazione comunale, ma spesso alle richieste sulle scuole ci sono state date risposte vaghe e superficiali. Ci auguriamo che la politica riconosca l’importanza di questa nostra sollecitazione perché noi facemmo nel giugno 2015 una richiesta sull’agibilità delle scuole e da allora non è stato fatto nulla. Cosa succederebbe con un terremoto del 7° grado? Se un evento di tale gravità si fosse verificato alla scuola Dante Alighieri in orario scolastico staremmo a raccontare una tragedia enorme”.
Paolo Renna, capogruppo di Fdi punta lo sguardo sulla trasparenza dell’operazione: “Recuperare quello scempio è sicuramente positivo. Non vorrei che sull’enfasi di fare una scuola subito e velocemente ci fossero i presupposti per una speculazione edilizia soprattutto sulla futura destinazione della Dante Alighieri (che passerebbe a Cassa depositi e prestiti ndr). Trasparenza, chiarezza e celerità dei tempi visto che una nuova scuola serve già a partire da giugno. Mi auguro poi che quei pochi soldi del Comune vengano investiti per l’adeguamento sismico delle altre scuole e non per altre cose inutili”.
“E’ vero che per quell’area si era pensato alla cittadella giudiziaria – commenta Andrea Marchiori di Fi – ma questa necessità va ben oltre quelle della giustizia. La zona è baricentrica e raggiungibile da più punti. Lo spazio è talmente vasto che oltre alla scuola si può ragionare su altri utilizzi come strutture sportive e ricettive. Inoltre quell’area con la scuola assume una vocazione ben precisa e non ci potrà essere una speculazione edilizia. Se l’operazione va in porto sarò il primo a fare le mie congratulazioni all’amministrazione”. Benestare anche da Anna Menghi che suggerisce: “A questo punto bisognerà ripensare un polo scolastico in quel punto. E’ un’ampia area con tanto verde. Con questo progetto si può convertire completamente la destinazione di tutta l’area”.
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Volere è potere …se dicono quante ne fanno ma visto che siamo in italia a parole tutti bravi a fatti nessuno ha mai detto nulla
Nonostante le premesse, non proprio positive (Pieve/Mattei – Piscine) che dovrebbero far dubitare anche i disattenti, prediamo -per ipotesi- che il pubbliciario squillo di trombe e rutto di tamburi possa trasformarsi, in pochi mesi, in opera compiuta.
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Basta quindi a vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto, stavolta siamo ottimisti e vediamolo MEZZO PIENO
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Immaginiamo come fosse un film…
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Palco delle Autorità, sorrisi a 56 denti, strette di mano vigorose, finta umiltà nel ricevere i complimenti e la solita, variegata, umanità che si vede in pompa magna ad ogni inaugurazione
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Et Voilà: la Dante Alighieri, costruita secondo tutti i crismi antisismici possibili, è proprio qui, davanti a voi (applausi, gente che si asciuga le lacrime, qualcuno si straccia i vestiti per la gioia): zoom sulla scuola, sui sorrisi, sui bambimi con le bandierine che sventolano felici…
E dopo le foto di rito e magari anche qualche targa ricordo [[[[speriamo NON del tipo della lapide funeriaria che è stata messa a San Filippo!!]]] un ricco buffet per i presenti…
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Cavolicchio: dopo tante parole al vento un’opera compiuta, finalmente….
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Ecco il sogno è finito ed ora immaginiamo la realtà.
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Se (tra tutte le scuole agibili ma NON antisimiche) se ne realizzasse nuova UNA soltanto [[[NON sapendo quando e come le altre sarebbero realizzate]]] dovrebbe essere semplice, facile e elementare capire che avrebbe un BOOOOOOOOOOOOOOMM di iscrizioni.
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BOOOOOOM di iscrizioni alla 1 media della Dante a scapito di tutte le altre scuole medie macertesi…
(ditemi voi chi sarebbe il genitore idiota e folle che, potendo avere una scuola sicura a disposizione, sceglierebbe di iscrivere un figlio in una scuola meno sicura??)
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Inoltre, fatto altrettranto NON trascurabile, ci sarebbe una transumanza di moltissimi studenti (2 e 3 media) i cui genitori (avendo a disposizione una scuola ANTISIMICA certificata) chiederebbero di poter iscrivere i figli alla Dante, rifiutandosi di portarli in scuole (fatte minimo mezzo secolo fa), che di antisismico NON hanno nulla….
Quindi altro BOOOOOOOOOMM di iscrizioni alla Dante per la seconda e la 3 media.
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Quale Amministratore, chi (ditemi) avrà il coraggio di dire ad un genitore: questo figlio va in una scola sicura antisismica, certificata, mentre (visto che i posti disponibili NON ci sono per tutti) l’altro (figlio di un dio minore) rimane in una scuola MENO sicura??
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Ma a questo NON ci si è pensato minimamente, altrimenti la proposta seria e coerente e NON demagogica sarebbe stata quella di spostare TUTTE le scuole (materne, elementari e medie) all’inerno dell’ex SARAM.
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Ma ipotizziamo -per un attimo- che i soldi si trovano per spostare TUTTE le scuole dentro la ex SARAM (1 milione e 600 mila, più adeguamenti, lo si potrebbe reperire facilmente senza acquistare il Park Si, ed altri milioni si sarebbero potuti reperire senza la farloccata delle piscine)…
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Ecco la quadratura del cerchio: tutte scuole sicure, in un unico plesso, ed il gioco è fatto: et voilà, tutti sono contenti e tutti sono felici e TUTTI sono SICURI…
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Quindi è presumibile che, in chiave demagogica nazional popolare, qualcuno tirerà fuori (dal cilindro) l’idea di fare tutti i plessi in un unico posto: alle Casermette…
“Bravò, Bravò (alla francese)… che pensata geniale, anzi genialoide”
Ma, nonostante l’idea sia intrigante, quasi da orgasmo, di avere una cittadella scolastica alle casermette, c’è un MA….
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In quella zona già esistono 2 strozzature (passaggio a livello e zona Via Cioci con le scuole Superiori) quindi (dalle 7.30 alle 8 e dalle 12.45 alle 13.30, ma i tempi probabilmente sarebbero più lunghi) con gli studenti che arrivano, i genitori che vanno al lavoro, autobus, camion, biciclette e venditori di noccioline vari finirà che tra via Roma, Via Spalato, Strada di Scorrimento (e vie attigue) si creerebbe un mostruoso caos viario difficilmente gestibile in quanto in zona NON abbiamo strade a 4 corsie, sottopassi, cavalcavia…
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Quindi anche l’ipotesi (che verrebbe subito rubata) di avere una cittadella materna/primaria alle Casermette è un ballon d’essai.
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La programmazione urbanistica, così come tante altre cose amministrative, non la si improvvisa sull’onda emotiva del momento ma, soprattutto, sarebbe ora che (a Macerata così come in Regione e al Parlamento) chi ci governa siano politici più capaci e preparati….