Simona Vinci trionfa al Campiello,
il Rive festival porta fortuna

CIVITANOVA - L'autrice de "La prima verità", vincitrice del prestigioso riconoscimento letterario, era stata già ospite nella città costiera dove aveva partecipato a un'avvincente lettura a tre voci

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Simona Vinci al Rive festival

Simona Vinci, tra le protagoniste del Rive festival di Civitanova, si aggiudica il premio Campiello. E’ un vero e proprio exploit letterario quello del romanzo “La prima verità” che il 2 luglio (leggi l’articolo) è stato presentato dall’autrice a Civitanova. «Quando, appena stampato, nella scorsa primavera ho letto il suo libro – afferma Giorgio Felicetti, direttore artistico del festival – ho avuto subito la sensazione di trovarmi di fronte a un capolavoro, un romanzo  sconvolgente e bellissimo, che avrebbe potuto tracciare una rotta fondamentale nelle  traiettorie di Rive, per come sapeva raccontare storie di mare, di isole, di menti perdute. Da qui il desiderio di avere la Vinci come ospite nella sezione Donne che raccontano il mare. Allora abbiamo creato il titolo Isola-menti. L’entusiasmo della Vinci è stato fondamentale, l’idea le piaceva moltissimo, mi ha chiesto di leggere insieme a lei parti del romanzo; ne è venuto fuori un  incontro a tre voci insieme a una folgorante Lucia Tancredi». Si sta già lavorando a una possibile trasposizione cinematografica del romanzo, ma non sarà la Vinci a scriverne la sceneggiatura, “top secret” sul progetto.

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La scrittrice durante la lettura del suo romanzo

Il Premio Campiello è frutto di un grande lavoro di ricerca fra articoli, notizie, fotografie, forum di psichiatria sulle vicende  consumate sull’isola di Leros, in Grecia; è anche la ricerca interiore della Vinci, che semina tracce di sé e del suo vissuto famigliare nel romanzo. La scrittrice ha affrontato un lavoro di otto anni, recandosi nel manicomio-lager dell’isola di  Leros, per raccontare la storia di Angela giovane ricercatrice italiana, che, nel 1992 sbarca sull’isola, per offrire il proprio aiuto nella gestione dell’ospedale psichiatrico. La protagonista scopre una verità ancora più sconvolgente di quella raccontata dalla stampa britannica che, per prima, ha acceso i riflettori sul manicomio di Leros. Qui, durante la dittatura dei Colonnelli furono rinchiusi, insieme ai malati di mente, oppositori politici, comunisti e  persone poco gradite al potere, isola in cui i più elementari diritti umani sono stati calpestati con metodo e violenza. A caldo la vincitrice del Campiello ha spiegato: «Ho lottato molto per questo libro, sono davvero felice. Il tema della follia riguarda tutti, perché nessuno è normale. Tutti abbiamo l’idea in certi momenti della nostra vita di non essere adatti, di non essere normali. Capita a  tutti di avere momenti di depressione, a molti di vivere periodi di depressione che diventano qualcosa di peggio, perché inascoltati e non compresi». Un gran colpo di Rive Festival che ha saputo intuire e anticipare un exploit letterario. «Ancora una volta Civitanova porta fortuna ai suoi prestigiosi ospiti – dichiara il direttore dei Teatri di Civitanova, Alfredo Di Lupidio – Dopo Sorrentino, vincitore dell’Oscar, ora abbiamo avuto la Vinci con il Campiello».



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