di Donatella Donati
Il tam-tam per posta elettronica e a voce che le organizzatrici del gruppo di lettura Filarmonica ha fatto, ha raccolto nella sala del bel palazzo di via Gramsci a Macerata tanto pubblico che non sono bastate le sedie e qualcuno è rimasto in piedi. L’ospite della serata, a conclusione di un anno di letture di romanzi scritti da ebrei, è stato Giancarlo Sonnino, un cognome celebre delle famiglie ebraiche, un professore di filosofia di Ancona che conosce bene l’ebraico e ha tradotto in italiano il Libro delle preghiere di Menahem Recanati già tradotto in varie lingue e ora a disposizione anche degli italiani. Menahem è nella cultura ebraica un filosofo e uno scrittore conosciuto e apprezzato soprattutto per aver creato una cabala, cioè una interpretazione del rapporto l’uomo e il divino conosciuta da tutti gli ebrei. E’ vissuto a Recanati nascendovi sicuramente alla fine del XII secolo come testimoniato da un documento conservato nella diocesi.
Nella città di Leopardi gli ebrei si concentravano in due o tre località e la più importante era nella zona dove poi è sorto il duomo. A quel tempo era un luogo libero dove vivevano commercianti e prestatori di denaro intrecciando i loro affari con gli ebrei di Ancona che avevano a loro vantaggio anche il mare e commerciavano con Venezia dove i mercanti ebrei erano ricchi e ben conosciuti. La famiglia di Menahem fu libera fino agli inizi del 1500 quando cominciò la grande battaglia della chiesa contro di loro e negli scritti di un gesuita dell’epoca viene raccontato il rogo su cui furono gettate le sue opere insieme con la sua ricca biblioteca giudicata infausta per la religione cristiana. I suoi familiari emigrarono e dopo alcuni tentativi di collocarsi a Malta si rifugiarono a Tel Aviv dove avviarono le loro imprese commerciali fino a diventare quello che sono oggi: la famiglia Recanati possiede una banca molto importante, ha un museo con un auditorium spettacoloso, una facoltà universitaria di Economia che è stata creata da uno dei loro discendenti e un vino esportato dappertutto presente anche all’esposizione di Milano che si chiama vino Recanati.
Giancarlo Sonnino ha approfondito il sistema cabalistico di rapporto tra cielo e terra attraverso numeri e lettere e loro varie combinazioni per mettere in evidenza una teosofia basata sull’intimo rapporto Uomo/Universo precorritrice degli studi successivi di Pico della Mirandola nel Rinascimento e nel pensiero di Giordano Bruno e di Spinoza interpreti entrambi della presenza di Dio nell’uomo come un Unicum. A Giordano Bruno, che anche il nostro municipio ricorda in una lapide della sua facciata, questa concezione costò la vita gettata nel rogo e a Spinoza le tante critiche successive. Sonnino dopo la conferenza ha aperto un dibattito che è stato molto apprezzato per la competenza dei partecipanti al gruppo lettura. Andandosene ha detto che non gli era mai capitato di trovare, tra il pubblico non specialistico delle sue conferenze, tanta competenza in materia dimostrazione che attraverso la lettura si raggiungono traguardi di conoscenza impensati.
L’iniziativa del gruppo lettura Filarmonica che sta avendo tanti riscontri positivi e sta attirando l’interesse da parte di intellettuali marchigiani va contata e messa in evidenza tra quelle culturali e ufficiali che si svolgono a Macerata.
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Un grande recanatese del passato
Nella vita umana ci sono solo due istanti di purezza perfetta, nascita e morte. Si può adorare Dio senza contaminare la divinità solo come neonato e come agonizzante.