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Suor Cécile, a Macerata per dire grazie
“I ragazzi dei Salesiani come Don Ennio,
trasmettono speranza”

SOLIDARIETA' - La missionaria filippina, impegnata nei progetti umanitari in Kenya e Tanzania e legata al gruppo scout e al Sermigo, fa tappa in città per rendere grazie a tutti i volontari e i donatori della provincia che negli anni hanno sostenuto le scuole realizzate in Africa . Poi ricorda don Borgogna: " Una persona stravagante e piena di gioia. Un gran cuore che si esprimeva al meglio nel dare senza chiedere nulla"

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Cecil Cardinal (3)

Suor Cécile Cardinal, missionaria salesiana impegnata in progetti unmanitari in Kenya e Tanzania (foto di Lucrezia Benfatto)

 

di Claudio Ricci

«Il senso del mio viaggio è rendere grazie». La storia di suor Cécile, missionaria impegnata da 40 anni nell’aiuto dei bisognosi in Africa, passa anche da Macerata. Cécile Cardinal, suora salesiana di 52 anni, da 30 in giro per il mondo per missioni umanitarie, arriva oggi nella città di Matteo Ricci, per dire grazie alla generosità dei maceratesi, prima di raggiungere casa sua, nelle Filippine, per le festività. «Macerata è una terra che ha fatto molto per le nostre missioni – dice commossa in un italiano stentato suor Cécile – aiutandoci a costruire due scuole, in Kenya e in Tanzania, e a dare ai bambini e ai ragazzi del posto la possibilità di avere un’ istruzione, mezzi per vivere dignitosamente e la speranza di trovare un lavoro e magari realizzare i propri sogni».

Dar Es Salaam - Scuola2

Suor Cècile nella missione di Dar Es Salam in Tanzania

Suor Cécile manca da casa sua da 4 anni. Il suo voto di obbedienza le impone di rispettare la necessità di portare assistenza dove c’è bisogno, lasciando una missione per un’altra quando altrove c’è più bisogno di cure e carità. «Mi sposto ogni 3 o 4 anni – racconta la salesiana –  Dopo aver avviato le scuole di Dar er Salam, in Tanzania e Makuyu in Kenya, quest’ultima costruita su di un albero, sono stata destinata quest’anno a Marsabit dove le condizioni di povertà sono veramente estreme. In questa località prossima al deserto, il fabbisogno idrico viene coperto con l’acqua piovana. Il fatto è che non piove mai e attualmente con una bottiglia al giorno, ciascuno deve lavarsi, bere e cucinare». Il legame di suor Cécile con Macerata inizia 15 anni fa con i progetti umanitari organizzati dall’associazione Sermigo e l’incontro con Don Ennio Borgogna, figura storica dell’oratorio salesiano, scomparso a marzo dell’anno scorso salutato dall’abbraccio della sua città (leggi l’articolo). «Il primo incontro con don Ennio? Mi diede l’impressione di una persona stravagante – scherza suor Cécile ricordando l’approccio con Don Ennio – Un sorriso luminoso, pieno di gioia. Un gran cuore che si esprimeva al meglio nel dare: donandosi e basta senza chiedere nulla. Negli anni sono stati molti i maceratesi, soprattutto i giovani del gruppo scout, che ci hanno raggiunto in Africa per portare aiuto e animare le nostre missioni».

Don Ennio Borgogna

Don Ennio Borgogna

«Devo dire che un pò come don Ennio i maceratesi hanno nel cuore questa generosità e questa capacità di trasmettere gioia e speranza. Molti, che non sono potuti partire hanno inviato materiale e soldi per il completamento delle scuole e l’assistenza ai giovani studenti. Grazie alla loro beneficenza e alla solidarietà delle famiglie del luogo abbiamo potuto istituire borse di studio per i soggetti più meritevoli ».

Le missioni degli scout maceratesi e del Sermigo continuano ancora oggi. Ogni anno, a giugno ed agosto, un gruppo di giovani raggiunge suor Cécile nella missione di cui è responsabile portando con sè donazioni, aiuti (medicinali, biancheria e materiale scolastico) e la voglia di sostenere la missione. E’ sempre possibile contribuire con un piccolo aiuto contattando i volontari maceratesi tramite la pagina facebook “Mgs-sermigo Don Ennio Borgogna”.

Dar Es Salaam - Tanzania con Don Ennio Borgogna e gli scout di macerata

Un gruppo di scout maceratesi nella missione di Dar Er Salaam con suor Cecile ( a sinistra) e don Ennio

«Il primo impatto è un pugno allo stomaco – racconta Federica, alle spalle esperienze in Kenya e Tanzania – poi quando ti ritrovi a vivere la quotidianità, capisci che loro sono felici con poco e vivono delle piccole cose che noi non siamo più in grado di vedere». Un’esperienza di condivisione e solidarietà che lega ormai molti maceratesi alle missioni africane di suor Cécile. «Nel conoscere i nostri coetanei di lì – rivela Valentina già partita per la Tanzania – scopri che hanno i nostri stessi sogni e le nostre ambizioni ma lottano infinitamente più di te per poterli realizzare». Storie che si intrecciano nella trama della solidarietà e del rendere grazie. Una gratitudine che suor Cécile, esprime con un augurio natalizio speciale a tutti i maceratesi. «Oggi siamo stati al mercato e mi sono sentita a casa – rivela la suora con un pizzico di commozione – I maceratesi sono molto accoglienti e la città mi dà un senso di affetto e unione. Spero che la comunità maceratese sperimenti la vera gioia del Natale, del concedersi al prossimo. E auguro a tutti un nuovo anno (fruitfull) proficuo e pieno di gioia». Suor Cécile sarà all’auditorium dei Salesiani domani (19 dicembre), alle 21.15 per portare achi vorrà intervenire la sua testimonianza di vita e di fede. «We do what we can» dice Suor Cécile salutando con un sorriso sereno e radioso. Poche e semplici parole che danno speranza, il migliori regalo che si possa fare non solo a Natale ma ogni giorno dell’anno.



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